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Weekly Favorites: Cinema

Per il weekend di San Valentino non si può che essere un po’ melensi e infatti, guarda caso, escono tre pellicole che fanno dei sentimenti la loro cifra tematica pur differenziandosi stilisticamente l’una dall’altra in modo notevole e pur arrivando tutte e tre ai limiti del patetico ma senza mai oltrepassarlo. Da una parte la disanima spietata, pacata e sofferta di una relazione sentimentale in Blue Valentine, dall’altra i sommovimenti interiori dell’adolescenza in The perks of being a wallflower (da noi tradotto con un improbabile Noi siamo infinito), nel mezzo una pellicola ambientalista e socialmente impegnata di Gus Van Sant scritta e interpretata da Matt Damon: Promised Land.

 

Blue Valentine di Derek Cianfrance

Film culto del 2010 che esce solo ora da noi, inspiegabilmente. Forse solo perché Ryan Gosling è sulla cresta dell’onda e perché è San Valentino. Oltretutto questo non è assolutamente una pellicola da San Valentino. Con uno stile sobrio e realistico, Cianfrane segue una relazione come un’altra, quella tra Dean e Cindy, e con grande sensibilià ce la mostra nella sua semplicità e complessità allo stesso tempo. È tutto così dannatamente umano e normale in questo film da arrivare al patetico, fino a commuovere lasciandoci con un senso di amarezza riflessiva rara in pellicole del genere. Grande merito va alle intensissime interpretazioni di Gosling e della Williams. Attendiamo con curiosità il prossimo film di Cianfrance, sempre con protagonista Gosling, ovvero A place beyon the pines (Come un tuono, in uscita in aprile).

 

The Perks of Being a Wallflower di Stephen Chbosky

Tra la commedia e il dramma per teenager ma di classe e stile sopraffini. Di quelle pellicole che ti commuovono come non ti capitava da tempo e quasi manco te ne accorgi finché non senti la lacrimuccia. Nonostante sia una storia che già conosci a menadito fin dall’inizio. Ma la fattura qua è così dannatamente pregiata che manco ti accorgi che c’è l’Ermione di Henry Potter finalmente sdoganata come attrice di serie A, né che c’è Ezra Miller, lo stesso inquietante ragazzino di We need to talk about Kevin, qua in tutt’altre vesti (ma non tanto lontane dalla sua vera natura, oltretutto!). Vedi solo dei bei personaggi, degli attori ben diretti e delle situazioni credibili e commuoventi, che ti riportano alla tua adolescenza, ti emozionano e ti fanno persino riflettere. Dal proprio libro omonimo Stephen Chbosky ricava un esordio alla regia solido ed emozionante e per nulla banale.

 

Promised Land di Gus Van Sant

Ecco tornata la coppia Matt Damon – Gus Van Sant. Ecco che torna il Van Sant che si cimenta di nuovo con il filmone americano di denuncia. Con una scrittura pulita e lineare, essenziale e semplice ai limiti del melenso e del patetico per quanto sia d’ispirazione Eastwoodiana, ma efficace e didascalica. Una commedia, quasi, che parla di ecologia e di responsabilità, una storia seria che parla di oggi e di come le multinazionali ci controllino dandoci l’illusione dell’autonomia. Una pellicola dei buoni sentimenti, in cui il lieto fine non è così scontato né così apparentemente chiaro, ma in cui apprezzi lo svolgimento sobrio e quasi naif. Non siamo ai livelli di Milk o Will Hunting, ma comunque un film godibilissimo.

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