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Weekly Favorites: Music

Bat For Lashes – The Haunted Man (Parlophone)

Terzo disco per l’inglese Natasha Khan e come da manuale arriva la maturità che coincide con un percorso più introspettivo. I guizzi synth-pop dalle tinte pagane vengono un po’ messi da parte in favore di una palette più riflessiva, ispirata a icone ingombranti come Pj Harvey e Patti Smith. E non sempre il cambio di direzione convince. La preferivamo nella versione “Kate Bush del nuovo millennio” dei primi due dischi.

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Jason Lytle – Dep. Of Disappearance (Anti)

Altro che Stephen Malkmus. Dovrebbe essere Jason Lytle il padre putativo del lo-fi americano. Certo i suoi Grandaddy sono nati dopo i Pavement, e la storia ha avuto un altro corso, ma in quanto a capacità di scrittura tra i due non c’è confronto. Jason sembra quasi un Brian Wilson retrofuturista e dalla sua penna continuano a uscire piccoli capolavori malinconici e stropicciati. Questo disco lo conferma. Potete dire lo stesso di Malkmus?

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Vessel – Order Of Noise (Tri Angle)

Sperimentazioni in stile Blade Runner e incursioni dancefloor, gorgheggi ambient e frammentazioni industrial. Il debutto sulla lunga distanza di Seb Gainsborough, in arte Vessel, è un saliscendi sonoro tra poli espressivi difficili da mappare e proprio per questo affascinanti. Un po’ Warp anni novanta, un po’ Actress e, perché no, un po’ Holy Other, suo compagno di etichetta, questo ventenne di Bristol ha creato un blob elettronico stratificato e incredibilmente affascinante. Sorpresa.

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