Vi ricordate Marcus Brewer, il bambino sfigato londinese col cappello di lana che cantava “shake ya ass, but watch yourself” in About a Boy?
Martin Paul Kenny Dalglish Moone me l’ha subito ricordato.
Stavolta siamo in Irlanda, anno 1989, e gli autori della serie sono Nick Vincent Murphy e Chris O’Dowd… già proprio lui, l’attore e comico irlandese noto per IT Crowd e per una piccola parte in Girls, che oltre a scrivere il soggetto ne è diventato co-protagonista.
Chris è infatti Sean, l’amico immaginario di Martin, colui che cambia abbigliamento a seconda del problema da affrontare e che lo bombarda di consigli controproducenti. So che gli appassionati di Wilfred in questo momento staranno cambiando canale, ma vi assicuro che c’è molto altro da scoprire.
Sconsiglio la visione di Moone Boy a tutti quelli che definiscono il cinema/commedia indipendente una pappa da glicemia alta (di elementi “indie” ce ne sono molti, a partire dalla regia/fotografia per arrivare ai disegni – capaci di animarsi – che Martin fa sul proprio quaderno per sfogare le frustrazioni) e a quelli che “pensavo fosse una serie comica, ma dov’è che fa ridere”. Lo humour è pura Irlanda, ancora più controllato di quello inglese e davvero molto, molto godibile per chi è un appassionato del genere.
Se ancora non vi avessi incuriosito vi segnalo una splendida citazione con una scena in bici tra Martin e Sean, e uno scambio di battute nella puntata pilota tra il padre di Martin e una delle tre figlie.
“Papà, mamma ha del cotone assorbente?”
“Tipo… assorbenti igienici?”
“Certo papà. Voglio struccarmi con un tampone.”








Lascia un Commento