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I poeti maledetti di Hernan Bas, Galerie Perrotin

Dopo la recente apertura di un nuovo spazio espositivo a Hong Kong (circa 650 metri quadrati al diciassettesimo piano di uno dei più prestigiosi grattacieli della città), si intensifica il programma di mostre ed eventi proposti da Emmanuel Perrotin, il visionario gallerista parigino che cominciò la sua carriera poco più di vent’anni fa, organizzando piccole mostre nel suo appartamento di Parigi (era il 1989), e che oggi è diventato uno tra i più influenti galleristi in circolazione.

Al di là dei grandi nomi, da Takashi Murakami a Maurizio Cattelan, la Galerie Perrotin coltiva un nutrito gruppo di promettenti giovani artisti. Tra questi c’è Hernan Bas (classe 1978, Stati Uniti) la cui seconda mostra personale alla galleria parigina inaugura il prossimo 8 settembre.

Il titolo della sua mostra è alquanto evocativo – Thirty-six Unknown Poets (or, decorative objects for the homosexual home) – e spiega da solo l’immaginario di riferimento di Hernan Bas. Si sa, quello tra poesia e omosessualità è un connubio abbastanza comune, o per lo meno del quale  già avevamo sentito parlare. Bas celebra il mito del poeta maledetto, realizzando una serie di ritratti di poeti sconosciuti, malinconici e solitari, che ricordano a tratti le figure e i personaggi di Karen Kilimnik, Elizabeth Peyton e Peter Doig,

Hernan Bas, Thirty-six Unknown Poets (or, decorative objects for the homosexual home)
Dall’8 settembre al 27 ottobre
Galerie Perrotin, Parigi
www.perrotin.com



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