Clicky

Zoe Leonard in mostra alla galleria Murray Guy

Una delle sue opere più emozionanti, e più conosciute, è Strange Fruit (for David). L’artista Zoe Leonard l’aveva pensata e realizzata in memoria dell’amico David Wojnarowicz, morto di AIDS nel 1992. La Leonard infatti si è sempre apertamente schierata a favore di un’arte che fosse politicamente e socialmente impegnata. Una scelta che l’ha portata negli anni a collaborare ripetutamente con collettivi di artisti in protesta come WAC (Women’s Action Coalition), Gang e Fierce Pussy.

Il suo ultimo progetto, presentato la scorsa primavera al Camden Arts Centre di Londra e dal prossimo 15 settembre in mostra alla galleria Murray Guy a New York, è sicuramente più meditativo se non concettuale. È il risultato finale di una ricerca scientifica e storico-artistica che la Leonard ha condotto nell’ultimo anno sull’uso e il significato della fotografia e della macchina fotografica.

Una porzione della galleria sarà trasformata in una vera camera oscura, che proietterà su pareti e pavimento immagini rubate alla 17th Street, un paesaggio in continuo mutamento. Nella stanza adiacente, invece, una serie di fotografie scattate posizionando l’obiettivo contro la luce del sole, nel tentativo di trasformare quel panorama luminoso in un’immagine reale.

In concomitanza con la mostra alla galleria Murray Guy, Zoe Leonard costruirà un’analoga camera oscura al primo piano di Palazzo Grassi a Venezia, in occasione della mostra La voce delle immagini (dal 30/08/2012 al 13/01/2013).

Zoe Leonard
Murray Guy, New York
dal 15 settembre 2012
www.murrayguy.com

Palazzo Grassi, Venezia
La voce delle immagini
dal 30 agosto 2012 al 13 gennaio 2013
www.palazzograssi.it

 

Lascia un Commento