
Carlo, Matteo e Sergio si incontrano a Milano.
A margine dei rispettivi progetti (Carlo con il suo alias Cécile, Matteo come bassista dei Disco Drive e in solitario come Refleksie e Sergio, prima tra le fila di diversi gruppi del panorama indie, poi in veste di autore e produttore) uniscono i propri talenti e cominciano a fare musica, “musica per evadere, senza preconcetti”.
Detto, fatto: i tre, adottati dalla teutonica Gomma Records, sembrano nati per suonare insieme. L’album d’esordio, in bilico tra i ritmi di ieri e di domani, canzone e suggestione, è un beverone a base di krautrock, psichedelia e tanto ancora. Sullo sfondo metropoli del futuro, spiagge da sogno e terre sconosciute. Quando si dice evasione.
Abbiamo passato un weekend lungo insieme agli Esperanza in occasione dell’ultimo Sónar di Barcellona, culminato con la loro esibizione al SonarDôme per Red Bull Music Academy. Carlo si è fatto portavoce per la band.
Esperanza
(Foto di Piotr Niepsuj)

Carlo, partiamo da questo nome esotico… Come e quando è nato il progetto Esperanza?
Esperanza è nata nel 2010 quando ho conosciuto Matteo. Era il nome della prima registrazione che abbiamo fatto insieme, il primissimo giorno in cui ci siamo visti. In realtà io, Sergio e Matteo abbiamo semplicemente passato un anno a registrare in continuazione. Ci vedevamo praticamente ogni giorno e registravamo guidati da un’idea che poi è proprio il concetto alla base di Esperanza per noi: musica di evasione senza preconcetti.
Quali sono le vostre influenze e il vostro background?
Io ho prodotto musica con il nome Cécile, Matteo produce come Refleksie ed ha suonato con i Disco Drive, Sergio ha suonato in vari gruppi ed ora fa l’autore e il produttore. Volendo intravederci qualcosa potrei dire che io vengo dalla musica prodotta più che suonata, gli altri il contrario, e ci siamo trovati in mezzo.
Come nascono solitamente i vostri brani?
Siamo appena tornati da una sessione di registrazione al mare in cui ci siamo finalmente presi un po’ di tempo per comporre delle cose nuove. Invece che tenere dei progetti aperti per un anno abbiamo deciso di concentrare le registrazioni in periodi più brevi ma intensi e di scrivere il più possibile assieme evitando troppi overdub. È una conseguenza dell’esperienza live, mentre preparavamo il set che stiamo portando in giro ora, abbiamo dovuto sfoltire e razionalizzare tutto quello che avevamo prodotto nel disco e che non era stato pensato per essere suonato dal vivo. Probabilmente adesso cerchiamo di scrivere più come una band che come produttori. Tornando al punto: di solito iniziamo imbastendo una linea guida, che può anche essere sviluppata da uno di noi singolarmente: una ritmica, un mood con dei campioni… Poi cominciamo a suonarci sopra più o meno tutti assieme e da lì continuiamo man mano che affiorano i vari spunti.
Pubblicare per un’etichetta straniera, suonare all’estero, lavorare a collaborazioni suggestive: che effetto fa riuscire in quello che la stragrande maggioranza dei gruppi italiani può soltanto sognare di fare?
Non la metterei giù così… Non credo ci sia qualcuno che sogni di essere noi come personalmente non sogno di essere o fare quel che fa qualcun altro. L’esperienza al Sónar è stata molto positiva, siamo contenti. Adesso stiamo mettendo a frutto dei legami che abbiamo creato mentre eravamo là. Adoreremmo scrivere per altre persone o avere una voce nei nostri pezzi, e abbiamo conosciuto dei personaggi interessanti.
Segue la classifica dieci album più venduti in Italia nel 2011, la prima cosa che ti viene in mente? >> Vasco Rossi – Vivere o Niente, Modà – Viva i Romantici, Jovanotti – Ora, Adele – 21, Laura Pausini – Inedito, Gianna Nannini – Io e te, Michael Bublè – Christmas, Tiziano Ferro – L’amore è una cosa semplice, Coldplay – Mylo Xyloto e infine Zucchero con Chokabeck.
Zucchero ha fatto un nuovo album? Ma soprattutto: chissà a cosa pensava quando ha scelto il titolo… Il disco di Adele è bello.
Chi sono i vostri colleghi italiani che apprezzi maggiormente?
Ci sono tanti artisti bravi. Dumbo Gets Mad, per esempio, è fantastico. Mi piace moltissimo quello che fa e non vedo l’ora che esca un nuovo album. Poi c’è Pietro Paletti, un cantautore bravissimo che di recente ha fatto un video bellissimo.
Quando non siete d’accordo come funziona?
Ci scorniamo un po’ ma ad oggi abbiamo sempre trovato una soluzione. Tre è un bel numero anche per questo. In realtà non abbiamo mai avuto chissà quali divergenze, quando una cosa funziona o meno lo capiamo tutti e tre abbastanza in fretta.
Venderesti l’anima al diavolo per…
…Poter fare musica tutta la vita senza vicini di casa e senza doversi arrabattare per farlo.
Mi fai il nome dell’artista più sopravvalutato in circolazione?
Magari non saranno d’accordo gli altri due però dico Kanye West.
Uno ingiustamente sottovalutato?
Meedo.
Chi è la ragazza più affascinante della scena musicale internazionale?
Mai Nestor aka Scout Klas.
La conosciamo bene. E una collaborazione, potendo scegliere?
Jesse Boykins III.
A cosa state lavorando attualmente?
Non lo dico per scaramanzia.
Continuerà il rapporto con la Gomma o potreste cambiare?
Il nostro rapporto si basa principalmente sull’amicizia con Mathias Modica (Munk), siamo una sorta di famiglia. A 18 anni magari si va fuori di casa ma noi siamo ancora degli adolescenti.
Progetti per i futuro?
Stiamo registrando nuovo materiale. Non sappiamo che forma/formato avrà… Però vogliamo che esca presto. Abbiamo anche un piccolo concept project che secondo me è fantastico ma dev’essere preparato con cura perché ha una storia delicata che dev’essere raccontata con rispetto…







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