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Photo Issue: Go Itami – Mazime 4

Saremo sinceri: di Go Itami non sapevamo niente, tranne la sua data di nascita (1976) e che stava a Tokyo. Abbiamo scoperto i suoi lavori tramite I Like This Blog – un sito, principalmente di fotografia, curato da Paul Paper - e ci siamo innamorati immediatamente. L’occasione della recente uscita della quarta parte del suo ‘Mazime’ ci è sembrata l’opportunità perfetta per conoscerlo meglio e per farvi vedere alcuni suoi lavori presi da questo volume.

Ciao Go Itami, come stai? Dove ti trovi?
Sto bene. Sono a casa mia, a Kanagawa.

Raccontaci un po’ di te. Quando hai cominciato a scattare? Come mai? Qual è la tua formazione?
Ho frequentato una scuola di moda, dove ho seguito il corso di fotografia e là me ne sono interessato per la prima volta. Si tratta di circa 10 anni fa: fui incoraggiato da un commento positivo del mio professore. A scuola comunque ho (solo) imparato come usare la macchina fotografica, per il resto sono autodidatta.

Quindi adesso lavori come fotografo?
Sì, scatto principalmente per le (varie) riviste. Ma sai com’è… guadagno con gli altri lavori.

Cosa vuol dire ‘Mazime’?
Detto in inglese vuol dire ‘serio, costante, onesto, grave’, ma in giapponese non ha un significato così positivo. Sarebbe tipo ‘non-interessante, testardo, chiuso’, e visto che sono onesto ma anche ottuso, mi è sembrato perfetto. Ci vuole un po’ di auto-ironia, no?

È la quarta parte di una serie, ho capito bene?
Sì, ma la prima e la seconda sono esaurite. Le foto dell’intera serie puoi trovarle qua.

Dove hai scattato le foto di questo libro?
Quasi tutte a Tokyo e Kanagawa. Cammino tutti i giorni e scatto quello che vedo.

Quindi porti sempre una macchina fotografica con te?
Sì, ma principalmente un piccola mirroless, per le foto di mia moglie. Per ‘Mazime’ ho una macchina grossa e pesante, è un’altra storia.

L’hai fatto uscire da solo. Perché?
Sì è self-published. Mi piace così.

Collezioni anche libri di fotografia?
Sì, ne ho un bel po’.

Ci dai i nomi dei tre giovani fotografi giapponesi che ti piaccono di più?
È una domanda difficile, soprattutto nominare solo tre persone. Space Cadet (la galleria online, n.d.r) di cui ho fatto anche parte, ha tanti nomi interessanti. Anche se ci trovi un paio di nomi più o meno established, ci sono sicuramente anche alcuni che non sono ancora diventati rappresentativi per la fotografia giapponese.

Cosa farai quest’estate?
Ad agosto diventerò papà! Sarà un grande giorno per me. Poi da novembre a febbraio dell’anno prossimo ho le mostre individuali a Tokyo, Osaka, Nagoya, Fukuoka, e a Kanazawa.

Wow!


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