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Photo Issue: Ari Marcopoulos – Anyway

Il fotografo Ari Marcopoulos non ha bisogno di introduzioni. Chiunque sia minimamente interessato alla fotografia conosce quasi di sicuro più di un suo scatto. Ciò che è importante introdurre invece è il suo nuovo progetto ‘Anyway’, che consiste nella pubblicazione di una fanzine a settimana per tutto il 2012. A metà strada di questa avventura, tra una fanzine e l’altra, Ari è stato così carino da trovare un po’ di tempo per rispondere a qualche nostra domanda e per selezionare alcune copertine dei volumi già usciti. E visto che la tiratura di ogni volume è limitata a 50 copie è una cosa abbastanza rara da vedere.

(English text follows)

Ciao Ari, dove ti trovi? Come stai? Cosa stai facendo?
Sono a Brooklyn. Sono stanco. Sto rispondendo a queste domande dal letto.

Come mai hai deciso di far uscire una fanzine alla settimana per tutto l’anno? Come ti è venuta quest’idea?
L’idea è venuta a David Strettell di Dashwood Books (probabilmente la più celebre libreria indipendente di NYC, n.d.r) e mi è stata proposta alla fine del 2011, per essere sviluppata poi durante tutto il 2012. Non era una decisione facile da prendere. Mi sono dato un po’ di tempo per pensare e non ero sicuro di voler accettare perché sapevo che sarebbe stato un grande impegno. Alla fine è stata la mia assistente ad avermi convinto. Lei conosce bene i miei lavori e la maniera in cui lavoro e ha detto che ce la potevo fare.

E di cosa parlano queste fanzine?
Di niente.

Una volta mi hai detto che ti stressava aggiornare regolarmente il tuo blog. Non è molto più pesante questo? È un pò come un blog sulla carta…
Non è così stressante, penso sempre alle immagini in gruppi o in una sequenza. Con le scadenze è solo un po’ più difficile. Sono diventato pigro con il mio blog e penso spesso di chiuderlo.

Scometto che scatti un sacco…
Alla fine non faccio così tante foto. E poi è sempre lo stesso scatto, sono solo diverse le cose che capitano di fronte al mio obiettivo.

Hai mai pensato di passare al digitale? (Ari scatta quasi esclusivamente in pellicola, n.d.r)
No. Ogni tanto scatto in digitale, ma non penso sia importante vedere le immagini subito dopo lo scatto. Così ci pensi troppo e poi accumuli tanti hard disk pieni di roba.

Allora dove tieni tutti i negativi? Devi avere una stanza intera solo per loro. Sei ordinato con l’archiviazione?
Sinceramente non molto. È sempre una sfida trovare i negativi.

Fare una fanzine a settimana è tanto lavoro? C’è qualcuno che ti aiuta?
Non lo considererei un lavoro, è più un’allenamento. Ma sì, c’è Camilla (la sua assistente, n.d.r.) che mi aiuta un po’. Ha disegnato il logo e sta lavorando su alcuni volumi.

Sembri molto affezionato all’idea della fanzine, ne stai facendo in continuazione, non solo per questo progetto. Le preferisci ai libri?
Per me le zine sono libri. Solo che per le zine la strada dall’idea alla realizzazione è molto piu corta. E poi, in piccole tirature, sono molto più economiche da fare.

Si esauriscono sempre?
Prima o poi sì.

C’è qualcos’altro su cui lavori?
Mi sto impegnando ad abbronzarmi e a contenere la mia rabbia. Sto inoltre lavorando ad un libro nuovo che uscirà a settembre. Si chiamerà ‘Out To Lunch’ e sarà pubblicato da Andrew Roth. Lo lanceremo durante il Printed Matter’s New York Art Book Fair al PS1.

Cosa fai quest’estate?
Farò le zine, prenderò il sole e spero di andare in qualche isola greca.

In bocca al lupo con tutto. Grazie Ari!

(English version)

Photographer Ari Marcopoulos has probably no need for introduction. Anybody least interested in photography should know at least some of his shots. What not everybody knows is one of his latest project called ‘Anyway’ which basically boils down to putting out one printed zine a week, for the entire 2012. On its halfway, between one zine and another, Ari was kind enough to find some time to answer our questions and select some of the covers of already published volumes of ‘Anyway’. And since each part is limited just to 50 copies it’s pretty rare view.

Ciao Ari, where you at? How are you? What are you doing?
I am in Brooklyn. I am tired. I am answering these questions in bed.

Why did you decide to make one zine a week? How this idea was born?
Well it was a hard decision to make, the idea came from David Strettell of Dashwood Books, he suggested it to me one day towards the end of 2011, to do that for the calendar year of 2012. I gave it some thought and really hesitated about doing it. I knew once I had said yes that it would be on. A huge commitment. It was really my assistant that encouraged me to do it. She is very familiar with my work and working methods and said you can do it.

What are they about?
They’re about nothing.

You told me once you were stressed about updating your blog regularly, isn’t this more stressing? It’s a bit like blogging on paper…
The stress in not really in making them, I always think of images in groups or sequences, but yes it is harder when there is this deadline every week. I have become pretty lazy on my blog and have often thought of taking it down.

You must be shooting a lot…
I really don’t take that many photos and basically I take the same photo over and over again just different things find themselves in front of my camera once in a while.

Did you ever think of going digital?
I don’t think about it. I sometimes shoot digital, but I think it is not important to see the picture right away. Too much thought becomes involved and too many hard drives with information are filled.

So where you keep your negatives? It must be a huge room. Do you have them archived/organized well?
Not really. It’s always a challenge finding them.

Making a zine a week is a lot of work, is there anybody helping you out? And what’s the part/role of Dashwood in it?
I don’t look at it as work. Its just a practice. Yes Camilla (Ari’s assistant, e.n.) helps, she designed the logo and she works on some of them.

You seem attached/affectionate to the zine idea, making them all the time, not only for this project ? I mean, it seems you prefere them then books, is that right?
Zines are books to me. Its just that a zine can have a quicker turnover from idea to realization. And they are cheaper to make in small quantities.

Do they always get sold out?
Eventually.

Is there anything else you’re working on right now?
I’m working on my tan and reducing anger. And a new book coming in the end of september. Its called “Out To Lunch” and it’s published by Andrew Roth, in matter of fact to be released during Printed Matter’s New York Art Book Fair at PS 1.

What will you do this summer?
Make zines, get tanned, hopefully go to a greek island.

Good luck with everything then. Thanks Ari!

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