Clicky

Photo Issue: Dawid Misiorny – WYSIWYG

Da quando lo abbiamo conosciuto, il giovane  fotografo polacco Dawid è sempre in giro oppure sta risparmiando i soldi per la prossima avventura. Lo si vede nelle sue foto, che raccontano con sincerità il mondo intorno a lui, diviso fra la vita urbana e quella da girovago.
La scorsa settimana, in occasione della decima edizione del Mese di Fotografia a Cracovia, Dawid ha presentato il suo primo libro “WYSIWYG” di cui (e non solo) ci ha raccontato un po’.

Ciao Dawid, come stai?
Non c’è male. Grazie.

Dove ti trovi in questo momento e cosa farai questa settimana?
Sono a Cracovia. La scorsa settimana e’ cominciato Photomonth e sono qui per questo motivo, ma vorrei farmi anche qualche gita fuori città.

Di cosa parla il tuo libro e perchè si chiama “WYSIWYG”?
“WYSIWYG” vuol dire “What You See Is What You Get”  (“Quello che vedi è ciò che ottieni”, n.d.r) ed è un algoritmo autosufficiente degli anni ottanta che permetteva di ottenere sulla carta una stampa con la grafica identica alla visualizzazione sullo schermo del computer. E così è costruito il libro: una sorta di rebus fotografico con informazioni nascoste. “WYSIWYG” vuole constringere il lettore a chiedersi se osservare voglia dire conoscere.

Dove e quando hai fatto le foto del libro?
Tutte le foto sono state scattate fra il 2011 e 2012, durante i miei viaggi in India, Italia, Francia, Germania e Polonia.

Con chi hai lavorato su questo libro e in che modo queste persone hanno influenzato l’effetto finale?
Il libro è stato pubblicato in occasione della mostra Terapia, che fa parte del circuito off del Photomonth e che è curata da Zuza Krajewska e Bartek Wieczorek (un duo di fotografi e appunto curatori, n.d.r.). Insieme a loro due abbiamo ideato la mostra basata sulla relazione tra il passaggio e il dialogo. Questo concept è lo stesso che abbiamo mantenuto anche per il libro.  Una grande influenza hanno avuto inoltre Piotr Drewko e Michal Janica, che ci hanno aiutato dal punto di vista teoeretico ed economico.

La presentazione ufficiale del tuo libro è stata al Mese di Fotografia di Cracovia, ma so che non è l’unico evento al quale partecipi, vero?
Sì, è vero. Partecipo anche ad un mostra collettiva Sum Is Equal to the Difference, organizzata dalla fondazione No Local. Oltre alle mie fotografie saranno presentati i lavori di tredici fotografi polacchi, tutti nati negli anni ottanta, accomunati dalla data di nascita, ma diversi per il modo di guardare il mondo ed interpretare la realtà che li circonda. No Local ha cercato di creare una collezione che potrebbe dare un quadro della fotografia d’oggi. Anche questa mostra sarà accompagnata da una pubblicazione correlata (una serie di cartoline in edizione limitata, n.d.r.).
Oltre a questo, faccio anche parte di “Indexes and Figures”, il progetto curato da Piotr Drewko, composto da tre tappe. L’evento del Mese di Fotografia è la prima, poi la mostra si sposterà a  Berlino e alla fine a Praga. Per saperne di più dovrete andare sul sito Impossible Colour.

Quali mostre non ti vuoi perdere durante il festival?
Jason Evans – Picture For Looking at and Sculpture for PhotographyViviane Sassen – Parasomnia.

Puoi dirci tre nomi di giovani fotografi polacchi che ti piacciono e perché?
Mateusz Sadowski per il suo umorismo inglese conciliato ad una sensibilità quasi poetica; Kuba Dabrowski per essere coerente, ma non chiuso; Michal Grochowiak per la ricerca oltre l’obiettivo.

Qual è il tuo prossimo passo?
Prima della fine dell’anno vorrei far uscire ancora due pubblicazioni e poi sogno altri viaggi. Vedremo se riesco fare tutto.
In bocca al lupo!

Dawid Misiorny – ‘WYSIWYG’  sara’ disponibile a breve nel negozio della Fondazione per le Arti Visive (Fundacja Sztuk Wizualnych).

Photo Issue” è la nostra nuova rubrica che parla di libri e altre pubblicazioni di fotografia. Se hai qualcosa da far uscire e vorresti condividerlo contatta Piotr.