Marco Niemerski, in arte Tensnake, è l’autore di uno degli anthem della passata stagione musicale. Quella “Coma Cat” che con la sua melodia solare ed estiva ha conquistato prima i più sofisticati club underground, grazie all’intuizione della Permanent Vacation, label attivissima in ambito Nu-Disco, per poi invadere le big room delle discoteche di tutto il mondo, complice l’interessamento e la ristampa della Defected, multinazionale del dancefloor che gli ha aperto le porte di Ibiza e dei circuiti mainstream. Il produttore tedesco però, nonostante il successo, non ha perso la sua identità di perfezionista del suono e da circa un anno prepara il ritorno sulle scene deciso a stupire un pubblico sempre più vasto con una carrellata di nuove tracce. Lo abbiamo incontrato reduce da una febbrile session di registrazione a Londra, di cui attendiamo con ansia i primi risultati previsti per la fine di maggio 2011. In cantiere infatti c’è un box set in edizione limitata su Vinyl Factory che vedrà la partecipazione esclusiva di Jas Show dei Simiam Mobile Disco e di Lone, talento d’oltremanica autore dello splendido “Emerald Fantasy Tracks”. Tra disco, house, pop e nuovi suoni elettronici Tensnake si candida così a un ruolo da protagonista anche quest’anno. Lo sguardo rivolto verso la pista da ballo e il cuore che pulsa per i grandi classici del passato, da Arthur Russell a Larry Levan, passando per la New Wave e l’indie anni novanta.
(Foto di Paul Herbst).
Da un dj di Amburgo ti aspetteresti le solite macchinazioni techno, minimali ed asciutte. Cassa dritta, qualche inserimento glitch, un accenno di melodia e pedalare. Non certo il suono caldo e avvolgente di una steel drum pronta a disegnare un motivetto appiccicoso e istantaneo, in grado di rimanerti in testa per giorni dopo il primo ascolto. Il tutto supportato da un impianto ritmico figlio di una nuova evoluzione della migliore disco music mescolata alla house degli anni novanta. Coma cat, il brano che ha reso famoso Marco Niemerski invece è un’autentica rivelazione. Un gioiello crossover che supera le categorie per incagliarsi nell’inconscio degli ascoltatori, candidandosi di diritto al ruolo di classico moderno negli anni a venire. La punta dell’iceberg di un talento che ancora non ha espresso tutto il suo reale potenziale e che lascia intravedere enormi margini di crescita, soprattuto in territori pop oriented. Non parlategli di Nu-Disco però. Tensnake non ama le etichette, specialmente quelle create ad hoc dagli addetti ai lavori.
Dopo mesi trascorsi dietro le console dell’intero pianeta, duranti i quali si è guadagnato la fama di autentico party boy, è pronto a tornare sulle scene con un bagaglio di nuove influenze e nuove contaminazioni. Riuscirà a sorprenderci ancora una volta?
Ciao Marco come stai?
Benissimo grazie! Sono appena tornato da un mese di vacanza. Mi sono riposato e ho messo da parte un bel po’ di energia per i prossimi show, in attesa della stagione dei festival ormai imminente.
Dove ti trovi in questo momento?
Sono a Londra. Sto registrando una nuova traccia e mixando il master del mio prossimo singolo, Something about you, che verrà pubblicato alla fine di maggio. Inizialmente farà parte di un box set in edizione limitata su Vinyl Factory. Il packaging è stato disegnato dai ragazzi di Droog, una compagnia di creativi olandesi davvero fenomenale, hanno fatto un lavoro stupendo. Ho coinvolto nel progetto Lone (all’anagrafe l’inglese Matt Cutler, autore dell’acclamato Emerald Fantasy Track) e Jas Show dei Simiam Mobile Disco, che hanno rieditato con me tutte le tracce. La release si chiamerà Tensnake Live +. Bisognerà essere veloci per accaparrarsela perché ne stamperemo solo mille copie nel mondo. Siete avvisati…
Presentati ai lettori di PIG. Raccontaci un po’ di te e della tua storia…
Con piacere! Ho trentadue anni, sono nato e cresciuto ad Amburgo, in Germania. Prima di diventare un produttore musicale ho sbarcato il lunario facendo una miriade di cose diverse. Ho lavorato presso una compagnia di promoter, poi sono passato ad una agenzia pubblicitaria. Nel 2005 ho fondato un’etichetta discografica con i miei amici Stephan Lorenz e Maik Pallasch (la Mirau, http://miraumusik.com/) e subito dopo ho iniziato a produrre con il moniker Tensnake. All’inizio la musica era solo un hobby. Ci sono voluti parecchi anni per affinare una tecnica che mi soddisfacesse e creare un suono nel quale potessi riconoscermi pienamente. Ho pubblicato con etichette come Running Back, Mule, Defected e Permanent Vacation. E da allora ho anche fatto qualche remix per alcuni artisti di rilievo: Foals, Junior Boys, Goldfrapp, Scissor Sisters, Aloe Blacc e di recente anche Hercules & Love Affair. Ho remixato il loro ultimo singolo, My House.
Cosa ti ha spinto a dar vita al progetto Tensnake?
(Ride) Beh… All’epoca della mia prima band, durante gli anni delle superiori, la musica era una scusa per fare colpo sulle ragazze il più possibile. In fondo non ci interessava granché. Era più che altro un modo per aumentare le possibilità di essere notati in un mercato terribilmente competitivo: il cortile della scuola. Anche se alla fine non mi ha mai aiutato molto. Comunque alcuni anni dopo mi sono addentrato nel mondo della produzione e ho scoperto che poteva essere il canale perfetto per esprimere le mie emozioni. Non importava se fossero tristi o felici. Spendere intere giornate all’ascolto di un loop mi faceva raggiungere uno stato quasi meditativo. Ho iniziato a comprare vinili nel ’92. Soprattutto materiale house da Chicago, New York, Detroit, che mi influenza ancora oggi. E’ stato come scoprire un nuovo universo sonoro che poi è entrato nel mio dna.
Perché il nome Tensnake? Come ti è venuto in mente? Qual è il suo significato?
Me lo sono inventato dal nulla. Letteralmente è solo l’invenzione di una parola di cui mi piaceva il suono, senza alcun significato profondo. Ero alla ricerca di un qualcosa di unico, fresco e inusuale. Mi è sembrata la scelta perfetta. Un nome immediato, facile da ricordare, che dopo qualche giorno mi è rimasto appiccicato addosso.
Come descriveresti la tua musica a chi non l’ha mai ascoltata prima?
Sono sempre in difficoltà quando arriva questo momento. Credo sia un qualcosa che mischia diversi generi nell’ambito dell’elettronica. Un mix di emozioni diverse che si realizzano solo nel momento effettivo della composizione. Non c’è mai nulla di premeditato in quello che faccio. Non sono alla ricerca di uno zeitgeist estetico o di uno stile preciso. Voglio sperimentare, provare soluzioni differenti, senza pormi alcun paletto. Non credo che la mia musica possa essere definita disco music, come ultimamente stanno facendo in molti. Il mio intento è quello di scrivere tracce che possano durare nel tempo, al di là delle mode passeggere. Qualcosa che la gente possa apprezzare e ascoltare con curiosità anche tra decenni. Mi piacerebbe poter dire di aver raggiunto un suono senza tempo e di aver forgiato un’estetica originale, nonostante i paragoni.
Quali sono gli artisti che hanno influenzato l’immaginario di Tensnake?
Sono sempre stato un fan della musica costruita su grandi melodie e dei classici in generale, di ogni epoca e genere. La disco music più tradizionale, il soul, il boogie e il pop degli anni ottanta, come i Talk Talk e tutto ciò che ci sta in mezzo. Sono ossessionato da tutte le produzioni su 12” di Larry Levan. Mi piacciono anche molte cose indie anni novanta e la new wave inglese del decennio precedente. Per quanto riguarda invece l’attualità trovo di grande ispirazione i vari Caribou, Four Tet, Joy Orbison e Lone, di cui sono un estimatore sfegatato.
C’è qualche artista in particolare con cui senti di condividere la stessa visione?
La mia anima gemella dal punto di vista musicale è Gerd Janson della Running Back Records. Ha pubblicato sulla sua etichetta alcune delle tracce di Tensnake: Holding Back My Love e In The End. Condividiamo lo stesso gusto estetico e lo stesso approccio artistico. Cosa che vale anche per i Tiger And Woods, una band che ha appena messo sotto contratto. La loro musica è pazzesca e pubblicheranno presto un album, sempre su Running Back Records. Si chiamerà Through The Green. Segnati questo nome, ne sentirai parlare parecchio nei prossimi mesi.
Ti aspettavi il successo di Coma Cat, il brano che ha letteralmente invaso i dancefloor di tutto il mondo nel 2010?
Ci speravo ma non potevo immaginare tutto quello che è venuto dopo. E’ il pezzo che mi ha permesso di fare un salto di visibilità. Sapevo che aveva le possibilità di arrivare a pubblici molto diversi. Lo puoi ascoltare in un club e farti trascinare, così come lo si può apprezzare a casa o in macchina, in tutto relax. E’ istantaneo, immediato e anche il resto dell’ep è molto accessibile.
Cosa stai ascoltando in questo periodo? Ci consigli qualche disco?
Sto consumando 93 Million Miles di Africa Hitech, House Of Balloons dei The Weeknd, l’ultimo di Lone, Machine Dreams dei Little Dragon e qualsiasi cosa abbia registrato Arthur Russell.
Artisti con cui ti piacerebbe collaborare?
Ce ne sono un bel po’ e spero nelle prossime settimane di riuscire a coinvolgere qualcuno di loro come ospite nel mio album di debutto. Per scaramanzia non mi sbilancio a fare nomi, sarà una sorpresa. Voglio mantenere il mistero.
Stai lavorando a qualche nuovo remix in questo momento?
Sto ultimando un remix per Mark E. Ha un suono molto diverso dal classico stile Tensnake. La gente ne rimarrà abbastanza sconvolta credo. Poi mi dedicherò anima e corpo alle mie produzioni e cercherò di ultimare il mio disco di debutto. Ci lavoro ormai da parecchio tempo e mi piacerebbe riuscire a pubblicarlo entro la fine dell’anno.
L’ultimo disco che hai comprato?
Keep The Fire di Kenny Loggins, una perla del 1979.
Se potessi viaggiare indietro nel tempo in quale periodo storico ti piacerebbe vivere?
Mi affascina molto l’immaginario edonistico della Berlino degli anni venti. Un periodo estremamente creativo. E non mi dispiacerebbe aver vissuto l’autentica disco-era al Paradise Garage.
Cosa ti fa ridere?
Il mondo dell’industria discografica!









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