Sasha, come il suo paese, ha un cuore rivoluzionario. L’Ucraina ha da sempre giocato un ruolo importante nella storia dell’uomo, anche se spesso dietro le quinte. Formatasi nel IX secolo, era tra le forze dominanti del mondo, per poi soccombere alla mano del popolo più e più volte nel corso dei secoli, a causa di numerose battaglie cruente. Ha poi creato l’Unione Sovietica. Ha costruito il più grande aereo della storia: l’Antonov AN-225. Ha fondato l’UN. E’ sede del più grande disastro nucleare fino ad oggi. E si conferma come il più grande paese del continente Europeo. Sasha è un tipo stravagante, basta guardare le foto. Non c’è bisogno di leggere le parole. Per vari motivi, per cui potete o meno essere d’accordo, non abbiamo potuto pubblicare le foto più forti di Sasha, ma ne abbiamo pubblicato una selezione più soft. Sul suo sito e Flickr però potete trovare gli scatti che meglio lo definiscono.
Come ti chiami?
Ciao, mi chiamo Sasha Kurmaz.
Di dove sei?
Vengo dall’Europa dell’Est. Kiev, Ucraina.
Dove vivi?
Sono nato nel 1986 a Kiev, subito dopo il disastro di Chernobyl, quando l’Ucraina era parte dell’Unione Sovietica.
Ci campi con la fotografia?
Al momento, la fotografia per me è solo un hobby.
Quindi come ci riesci?
Sono un designer in formazione. I soldi me li porta il graphic design.
Quando hai iniziato a fotografare e perché?
Ho iniziato a fotografare nel 2000, quando ho iniziato a fare graffiti per strada. All’epoca, la fotografia era per me solo “fissaggio” dei miei lavori, disegni sui treni, tunnel, muri.. Un approccio serio alla fotografia come sfera separata di espressione personale è iniziato 3 anni fa.
Si tratta più di estetica o del senso delle cose?
Estetica e senso delle cose allo stesso tempo. Ora sono più serio riguardo a quello che faccio. Per me la fotografia è uno degli strumenti magici di base della stessa conoscenza.
Come descriveresti il tuo modo di fotografare? Qual è la tua big picture?
Le mie foto rispecchiano completamente la mia vita, i miei interessi, i miei hobby, i miei amici, il mio tempo. Le foto sono l’ambiente del metafisico. Non usiamo mai parole assolutamente corrette che esprimano il significato e il contenuto di cosa e come sentire, percepire, esperire. La fotografia ci dà l’opportunità di fare esperienza del tempo.
Cosa altera la tua percezione?
Per me molte cose incidono, variando dalla musica che ascolto, i film, fino all’umore del giorno. Sono molto sensibile alle parole come “glande del pene nudo”. Quello che puoi vedere nelle mie fotografie, molto spesso è un riflesso di quello che sta accadendo dentro di me.
Cosa non ti piace della fotografia oggi?
Odio la fotografia “morta”, patinata, fashion chic. Non mi piacciono le immagini artificiali e con molto photoshop. Sono contro il vecchio snobismo e il conservatorismo. Dico: “Yes!”- young and screaming!
Cosa ami della fotografia oggi?
Le foto o ogni immagine grafica simboleggiano qualcosa di significativo che richiede per la sua individuazione l’uso del secondo strato di percezione – il subconscio. Come in ogni arte, apprezzo la sincerità nella foto. Per me è molto importante, l’integrità dell’artista e del suo lavoro, solo in questo caso nelle foto c’è magia.
Segui qualche regola? Se sì quali?
Seguo la voce del mio cuore. Ascolto la mia voce interiore. Non sono in possesso di nessun segreto tecnico speciale di scatto.
Chi sono i tuoi fotografi preferiti?
A oggi, mi piacciono i lavori di: William Eggleston, Alessandro Zuek Simonetti, Ren Hang, Jaap Scheeren.
Che tipo di macchina fotografica usi?
Sto usando macchine economiche ma affidabili come la Olympus mju-2 e la Pentax Espio.
Che macchina vorresti usare?
Spero che tra poco potrò comprare una Contax T3.
Chi ti piacerebbe scattare in topless?
Ho fotografato molti amici in topless. Per me è una cosa usuale. Ma se intendi chi, tra le celebrità, vorrei scattare in topless, allora direi le tette della regina di Inghilterra.
Chi dovrebbe essere il nostro prossimo fotografo del mese?
Ti consiglio di fare attenzione alle immagini di Maxim Chatsky.
Quale sarà il tuo prossimo scatto?
Ora lavoro sulle sculture e sulle installazioni che includono le mie foto. Per me ora non si tratta solo di buone foto, voglio continuare la storia nella fotografia su un livello differente.















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