
Guardo le foto di Bobby e sorrido. Fresche. Il giovane newyorchese vede cose che molti si perdono, e la cosa che più apprezzo è l’armonia che questi momenti semplici, ma intimi, mi trasmettono. Certamente indotto dall’occhio dotato di giovane artista, Bobby Doherty al momento studia alla School of Visual Arts di NY. Le sue tonalità morbide, ma ingegnose, sono espresse anche attraverso i layout online, con i quali presenta la sua fotografia. Trovo interessante vedere come il lavoro di una persona evolva nel corso del tempo e delle sue esperienze, e Bobby è uno di quelli che bisogna seguire.
Come ti chiami?
Bobby Doherty.
Di dove sei?
Sono originario di Brewster, New York.
Dove vivi?
Al momento vivo a Brooklyn, New York.
Perché hai deciso di vivere a Brooklyn?
Non è molto lontano dalla mia scuola. E’ meno costoso di altri posti in città. Non è un luogo che fa paura.
Se ti potessi trasferire ora, dove andresti?
Non ho quasi mai lasciato lo stato di New York, mi piacerebbe provare il Northwest americano per un po’.
Ci campi con la fotografia?
Neanche un po’.
Quindi come ci riesci?
Prestiti per studenti ah ah.
Qual è stato il tuo primo lavoro pagato?
Ho fatto l’assistente di studio per un orribile fotografo da matrimonio nella città in cui sono cresciuto. Avrò avuto 14 anni. Era dannatamente il peggiore. Non avevo la patente allora, e lui mi faceva guidare e fare commissioni per sé, come andare a prendere i suoi figli a scuola e cose del genere. Era sposato e aveva una relazione con un’altra donna sposata.
Mi faceva aerografare foto che le aveva fatto nuda, sul suo cellulare, aggiungerci degli effetti scintillanti, stamparle e inviarle alla donna con la quale aveva la relazione. Era un disastro.
Quanti anni hai?
Ho 21 anni.
Quanti te ne senti?
Questo varia soprattutto a seconda del clima.
Quando hai iniziato a fotografare e perché?
Ho iniziato a fare foto ossessivamente quando avevo 10 o 11 anni, mi ricordo solo che cercavo una macchina fotografica. Mio nonno era un fotografo piuttosto importante e penso che il mio obiettivo fosse solo di essere più simile a lui.
Ho letto che studi alla School of Visual Arts. Molti artisti dicono che nelle scuole d’arte dovresti imparare tutte le tecniche e la storia dell’arte, ma poi quando è tempo di lavorare, bisogna dimenticarsi di tutto per creare qualcosa di unico. Cosa ne pensi? Pensi che il sistema delle scuole artistiche imponga troppa influenza sul tuo lavoro?
Penso che questa affermazione sia vera in un certo senso, ma non è come se chiunque potesse abbandonare completamente tutto ciò a cui si è esposto per creare qualcosa che sia interamente originale. Penso che molti artisti della mia età si agitino per la sfida di fare qualcosa che sia unico per il loro tempo – qualcosa che il mondo intero non abbia mai visto prima. E’ ridicolo. Non sono sicuro che il sistema delle scuole artistiche sia responsabile per qualcuno di questi, ma penso sia necessario lasciarsi influenzare per creare qualcosa che sia vero rispetto ai propri interessi.
Come è cambiato il tuo lavoro da quando hai iniziato?
E’ strano. Penso che le mie foto cambieranno sempre. Sono (ero) solito fotografare molto di più le persone; sto cercando di ritornare a quello.
Come descriveresti il tuo modo di fotografare?
Cute ‘n’ Fresh.
Si tratta più di estetica o del senso delle cose?
Probabilmente dipende da te.
Qual è la tua big picture?
Non ne ho idea. Hai detto che la tua preferita è quella della mela, vada per quella.
Cosa altera la tua percezione?
L’erba.
Cosa ami della fotografia oggi?
Tutte le cose scherzose.
Cosa non ti piace della fotografia oggi?
Questa estetica point & shoot scattata da ubriachi.
Stai facendo da assistente a qualcuno in questo periodo?
Sono in stage a Vice Magazine da Agosto e darò il mio contributo quando posso per qualche servizio fotografico per il magazine.
Qual è la lezione più importante che hai imparato facendo l’assistente?
Non si può lasciare che il carattere merdoso di una persona rovini il servizio per tutti.
Chi è la persona che più ammiri?
Il personaggio che Frances McDormand interpreta nel film del 1996, Fargo.
Che tipo di macchina fotografica usi?
Una Nikon F3. E’ un fottuto mattone. Penso che ci siano pochissime macchine fotografiche 35mm che possano competere con la merda a cui ho sottoposto la mia negli ultimi quattro anni.
Che macchina vorresti usare?
Penso di essere praticamente pronto per passare completamente al digitale. Sono stanco di scansionare pellicole.
Chi ti piacerebbe scattare in topless?
Questa è la domanda più difficile. Vorrei fotografare un apicoltore in topless che si tocca i capezzoli insieme a un botanico, sempre in topless. Maschi o femmine.
Chi dovrebbe essere il nostro prossimo fotografo del mese?
Matthieu Lavanchy.
Quale sarà il tuo prossimo scatto?
Qualcosa di davvero molto serio.














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