Quando in un’area urbana di oltre 7000 kmq si trova un solo negozio di vintage, la domanda che sorge spontanea è: “perché?”. E’ interessante come da un così semplice spunto si possa risalire ad un’analisi più profonda di una società complessa come quella della Cina. Ed è proprio grazie all’aiuto della proprietaria dell’unico negozio vintage esistente a Shanghai che abbiamo ripercorso importanti tappe storiche-culturali cinesi.
Ciao Lolo, come stai? Sei stata un po’ difficile da rintracciare, finalmente riesco a parlarti!
Molto bene, grazie e scusami ma sono stata molto impegnata ultimamente… Oltre ad occuparmi del negozio sono anche stylist e sto lavorando ad una mia collezione personale.
Bene, non preoccuparti, quindi avremo molto di cui parlare! Cominciamo un po’ alla volta: prima parlami un po’ di te, poi passiamo ai tuoi interessi:
Dunque, mi chiamo Lolo, ho 34 anni, sono originaria della provincia del Sichuan, ho studiato come Make-up artist a Shanghai e da allora mi sono trasferita in questa città. Ormai sono 12 anni che vivo e lavoro qua. Momentaneamente sto seguendo diversi shooting per alcune riviste (Vogue China, Elle China…) e precedentemente ho seguito anche alcune pubblicità. Inoltre sto lavorando ad una mia collezione personale (Miss Mish Mash) e finalmente un anno fa mi sono decisa ed ho anche aperto un negozio di vintage.
Quando e perché ti è venuto in mente di aprire un negozio vintage a Shanghai?
L’idea è stata una conseguenza del mio primo viaggio in Europa, cinque anni fa sono stata in Germania, Francia e Italia e in tutti questi posti sono rimasta affascinata dai negozi di vintage. In Cina non esiste il concetto di vintage, se non per i negozi di seconda mano (di vestiti giapponesi) in cui mi ricordo mia madre mi portava quando ero piccola, quindi quando mi sono ritrovata di fronte a questa “visione” ho dato via ad uno shopping sfrenato che tutt’oggi non si è ancora arrestato.
Da dove provengono tutti i pezzi che hai in negozio?
Provengono dall’Europa e dal Giappone (o dal mio armadio personale).
Pensi che il vintage sia “sottovalutato in Cina”? Perché non si vedono altri negozi come il tuo?
Si, credo sia molto sottovalutato.
Sono convinta che in Cina non ci sia ancora una “cultura” del vintage (e non so se mai ci potrà essere), per questo non ci sono altri negozi oltre al mio. I motivi sono tanti. La ragione principale è sicuramente storica: la Cina è uscita dalla dittatura comunista alla fine degli anni ’70 e dopo di questa ha dovuto attraversare una fase molto difficile di riassestamento. Quindi quello che noi oggi consideriamo vintage (supponiamo dagli anni ’50 ai ‘70) in Cina non esiste, semplicemente perché non è mai esistita questa libertà nel vestire.
Se tu ti ritrovassi su un’isola deserta e potessi scegliere tre capi da avere con te, cosa sceglieresti?
Difficile da dire… Sicuramente mi porterei il mio vestito preferito: un vestito blu anni ’50 a pois, una collana in finte gemme che adoro e un impermeabile anni ’60 coloratissimo che ho trovato a Monaco in Germania. (Speriamo che piova sull’isola deserta!)
Dove possiamo trovarti su internet?
Per ora ho solo questo sito con i lavori che ho fatto come make-up artist e stylist, a breve uscirà anche il sito della mia linea.








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