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Nicholas Gottlund

Gottlund Verlag è una piccola casa editrice della Pennsylvania. Nicholas Gottlund, il suo fondatore, stampa libri di fotografi indipendenti e lo-fi dalla sua minuscola casa in campagna, usando tecniche di cent’anni fa. Coley Brown, uno dei nostri fotografi preferiti, è passato recentamente da là per preparare il suo nuovo libro e ci ha madato alcune foto del suo viaggio. Ci siamo innamorati subito.

(Foto di Coley Brown)

Ciao Nicholas, come stai?

Ciao.Sto molto bene, grazie!

Coley ha scritto che vivi in un bosco, in campagna, in mezzo al nulla, é vero?
Si, vivo in un boschetto che si trova in mezzo alla campagna della Pennsylvania. Non è proprio in mezzo al nulla anche se a volte la sensazione è proprio quella.

Hai sempre vissuto lì?
Sono cresciuto qui, esattamente in questo pezzettino di mondo. Ho vissuto in molti posti diversi, ma alla fine ho deciso di tornare qui.

Oltre a vivere in una piccola cittadina, è lì che pubblichi anche i tuoi libri. Quando e come hai deciso di aprire la tua casa editrice?
Tre anni fa vivevo in New Mexico. Lì veramente era come stare in mezzo al nulla. Mi sentivo come se avessi abbandonato quella che era stata la mia vita fino a quel punto per andare a meditare in mezzo alle montagne o qualcosa del genere.
Così ho deciso di tornare negli Stati Uniti.
La mia famiglia dal 1800 aveva una piccola agenzia di stampa nella nostra città. Quando tornai, incominciai a parlare con loro e mio zio mi diede una vecchia macchina per la stampa che aveva conservato nel suo fienile. A partire da quel momento incominciai a fare le mie stampe.

Ho letto che hai un ricco background per quanto riguarda le stampe…
Ho frequentato l’Accademia delle Belle Arti, dove mi sono specializzato in stampa. Ho incominciato ad interessarmi alla rilievografia, alla serigrafia e, in modo particolare, ai libri che riguardano gli artisti. E’ stato lì che ho capito che le tecniche di stampa richiedono molta concentrazione e precisione, ma ho anche imparato come spingermi al limite del processo.

Il tuo lavoro ti paga le bollette?
Hahahaha, questa è la domanda che mi fanno più frequentemente! Diciamo che non sto diventando un milionario grazie al mio lavoro. Nonostante ciò, posso dire che, sì, mi paga le bollette ma solo perché lavoro molto.

Quanti anni hai?
Ne ho 28.

Ti consideri oldschool?
Cose come impostare i caratteri lettera per lettera aiutano anche a fare il layout di un libro sul computer. Alcuni processi, come stampare foto in una camera oscura o stampare attraverso inchiostro a base di olio su carta ti fanno sentire la qualità dell’oggetto che crei. Questi processi hanno sempre fatto una grande impressione su di me. Detto questo, posso dire con certezza che però non sono rimasto all’epoca di Byron. Tutto gira intorno al presente.

Cosa rende Gottlund Verlag meglio di altre case editrici?
Non pretendo che la mia sia meglio delle altre case editrici. Sicuramente siamo differenti. Ogni editore è particolare e crea libri unici, con stili unici. Mi sembra di essere un disco rotto quando parlo così, ma cerchiamo di fare il più possibile da soli. Gestire la produzione, fare andare le stampanti, rilegare i libri e lavorare personalmente con gli artisti inserisce il nostro business in una dimensione propria ed unica. E’ molto difficile mantenere il lavoro su questo livello, ma alla fine paga.

Come hai conosciuto Coley che, fra l’altro, è uno dei tuoi fotografi preferiti?
Incontrai Coley attraverso un amico comune, Andrew Laumann. Stavo lavorando su “New Messages” con Andrew, quando lui mi disse che Coley era occupato a raccogliere materiale per fare uscire un suo libro. Nel momento in cui lo incotrai per la prima volta, ho capito da subito che avremmo potuto collaborare ad un libro grandioso insieme.

Da un lato ci sono persone che incominciano a pubblicare online, mentre dall’altra molti continuano a stampare le proprie zines: tu che ne pensi? In che direzione ci si dirigerà nel futuro?
C’è questa grande ondata creativa di auto-pubblicazioni tra i giovani artisti, che così trovano il modo per promuovere il proprio lavoro e di confrontarsi con i propri amici. Credo che questa moda andrà via via per attenuandosi, fino a sparire. Immagino che Internet continuerà ad evolversi. I formati dei vari blog migliorano man mano e condividere informazione è sempre più facile. Personalmente però, continua a piacermi l’inchiostro su carta.

Ho visto che fai anche foto… Me ne parleresti un po’. Come mai non si vedono in giro molti dei tuoi lavori?
Vedo me stesso come un artista praticante. Mi concentro molto sulle mie pubblicazioni, visto che sono il mio lavoro principale. Nonostante ciò, è anche vero che, nel mio cuore, ho una grande passione per creare arte anche da me.
Vorrei fare uscire un libro sul mio lavoro prossimamente. Non ho fretta. Ho un mio sito internet molto semplice, ma non mi sto occupando molto del lato commerciale. Non ho mai capito bene quante persone sappiano realmente del mio lavoro.

Quanto è grande la tua collezione di libri?
Cresce di anno in anno. Ogni libro che ho è un libro che amo. Colleziono libri, foto ed altro in base a ciò che mi piace o in base ad una certa qualità o un certo sentimento che riconosco in un oggetto. I libri sono dei grandi oggetti da collezionare. Portano via poco spazio ma contengono dei grandi mondi a parte.

Ti eccita pensare al futuro?
Sempre. Il progetto più eccitante è sempre quello che uno ha nella propria testa. Ci penso spesso mentre guido. Il mio momento migliore per elaborare progetti avviene solitamente durante i lunghi pezzi di strada.

www.gottlundverlag.com

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