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Photographer of the Month: Ugne Straigyte

Ugne Straigyte ha 19 anni e viene dalla Lituania. I suoi occhi sensibili e tranquilli sono contrastati dal suo gusto tom-boy; da questa combinazione nascono dettagli unici che descrivono giorni e notti estivi senza fine. Queste pagine mostrano una piccola selezione dei suoi lavori, vi suggerisco di cercare online altre fotografie di Ugne per vedere come riesce a dire così tanto usando così poco. Recentemente, si è spostata ad Amsterdam in cerca di nuove avventure.

Come ti chiami?
Ugne Straigyte

Di dove vieni?
Sono Lituana, precisamente di una piccola città che si chiama Marijampole.

Dove vivi?
Per ora ad Amsterdam.

Ci campi con la fotografia?
Direi di no.

E allora come fai?
I miei!

Quanti anni hai?
19.

Quanti te ne senti?
A volte mi sento molto vecchia, sopratutto quando mi metto a confronto con le altre persone della mia età, che spesso hanno pensieri frivoli. Mi sto riferendo ai miei compaesani. Può darsi che questo sia dovuto al fatto che vivono in una realtà piccola, dove non ci sono diversivi. Culturalmente parlando, non c’è nulla da vedere e da fare. Dall’ altro lato so che ho ancora parecchio per imparare e per vedere. I miei pensieri e le mie idee sono ancora in fase di sviluppo.

Quando hai iniziato a fotografare e perché?
Tutto iniziò quando trovai delle vecchie macchine fotografiche di mio padre. Ricordo un’estate torrida, durante la quale usavo portare un paio di jeans skinny verdi, che amavo almeno quanto le macchine fotografiche di mio papà. Mi piaceva fare foto dei miei amici, ovunque, mentre stavamo seduti sulla scarpata del marciapiede o mentre eravamo sdraiati nel salotto di casa. Direi che la maggior parte delle mie immagini raffiguravano letti, coperte e cuscini. Erano la mia grande passione. Immagino che la maggior parte delle persone che fanno foto devono aver provato lo stesso coinvolgimento davanti a questi soggetti. Tutto ciò risale a quattro anni fa.

Osservando il tuo lavoro, si può rilevare una nota introspettiva nello stile e nella scelta degli soggetti / dei messaggi. Come mai?
Lavoro molto esaminando me stessa. I messaggi sono spesso in relazione con il mio ego, con il mio essere, i miei sentimenti, con i soggetti che attraggono la mia attenzione, ma raccontano anche storie di persone entrate nella mia vita. Non amo mostrare visi come identità, preferisco illustrare storie attraverso dettagli. In questo modo l’immaginazione è meno ristretta. Film, musica, sogni e incidenti misteriosi mi ispirano a trovare strani dettagli nel percorso della mia stessa vita. Alla fine è come se si scovasse un cortometraggio della propria quotidianità. In questo modo si riesce a scoprire il pezzo di una storia ancora sconosciuta fino ad arrivare a costruire un sogno.

Come descriveresti il tuo modo di fotografare?
Alcuni dei miei lavori ritraggono gli stati d’animo delle persone e ciò che le circonda. I luoghi sono spesso incantati, come se si trovassero in mondi o memorie appartati. Le mie foto sono molto personali, di rado pianificate. Descriverei la maggior parte di esse come snapshot della mia vita personale anche se ulteriormente mi incuriosisce molto cercare combinazioni interessanti in situazioni che hanno concetti diversi.

Qual è la tua big picture?
E’ quella che nascondo nel mio armadio. Oltre a quella, ne ho una che piace più agli altri che a me. Ritrae un uomo che fa finta di essere un’alce.
Sinceramente non ne capisco la particolarità. Non la posso vedere. Mi ricorda i cupcake con la glassa pink.

Cosa non ti piace della fotografia oggi?
Non posso dire di odiare qualcosa, per quanto riguarda la fotografia. Credo che tutto sia al posto giusto.
Ci sarà sempre una parte positiva e una negativa, ma è così in tutto. Non mi piace il fatto che nel mio paese la fotografia non sia apprezzata da una quantità più elevata di persone.

Cosa ami della fotografia oggi?
Amo il fatto che oggigiorno ci sia più libertà. Puoi sempre difendere i tuoi punti di vista a riguardo e non serve seguire per forza corsi o scuole specifiche per farlo.

Segui qualche regola? Se sì, quali?
Non ho regole.

Chi è il tuo fotografo preferito?
Ce ne sono molti dei quali mi piacciono i lavori. Direi che sono Gustav Gustafsson, Dirk Braecman, Thobias Faldt.

Che tipo di macchina fotografica usi?
Uso la Canon AE-1 e la Olympus Mju-2.

Che macchina vorresti usare?
Mi piacerebbe provare la Contax G2.

Chi ti piacerebbe scattare in topless?
Ho un piccolo progetto in mente. Si tratta di scattare culturiste in atmosfere atipiche in topless. Ho una buona sensazione a riguardo. Sinceramente non ho mai pensato a nessuna celebrità o persona in particolare.

Chi dovrebbe essere il nostro prossimo fotografo del mese?
Potrebbe essere Katja Mater.

Qual sarà il tuo prossimo scatto?
Sarà un piccolo photo book con le mie foto. Ci sto lavorando. Mi sto concentrando su diverse idee per poi sceglierne una.

www.flickr.com/photos/ug–/


 

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