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Sonar 2010: Fuck Buttons


I Fuck Buttons nascono a Bristol, a cavallo della prima metà del decennio, per mano di Andrew Hung e Benjamin John Power, all’epoca compagni di corso in una scuola d’arte. Cominciano ad ammassare strumenti elettronici di ogni sorta: tastierine Casio, karaoke Fisher Price e quant’altro possa essere utile alla causa. Ne nasce uno tsunami elettrico, figlio delle influenze del duo – da Aphex ai Mogwai – che da subito miete consensi, come dimostra l’accoglienza riservata a “Street Horrrsing”, l’esordio divenuto in breve tempo disco di culto. Col tempo il suono comincia ad affinarsi e il rumore si apre a ritmi e melodia. Tarot Sport, uscito nel 2009 e prodotto da un big come Andrew Weatherall, è più commestibile e raggiunge orecchie insospettabili, catapultando il duo tra i big dell’avanguardia elettronica.

E’ la prima volta a Barcellona?
Benjamin: No, abbiamo suonato al Primavera Sound Festival poco tempo fa. E anche l’anno scorso abbiamo suonato in un club.

Come siete entrati in contatto con Andrew Weatherall?
B: Ci siamo conosciuti ai tempi del nostro primo album, si occupò di un remix di uno dei brani. Sentendolo ci siamo accorti di come avesse colto i vari aspetti e strati del nostro suono e quello che cercavamo di ottenere.
In quel momento abbiamo deciso che ci sarebbe piaciuto lavorare insieme e penso che sia stata un’ottima scelta perché è stata una bella esperienza lavorare insieme.

Quanto ha contribuito il suo lavoro al risultato finale?
Andrew: Il suo apporto è stato sicuramente rilevante, anche se ovviamente la musica l’abbiamo scritta noi. Immagina tre persone in una stanza che condividono delle idee e discutono sulle diverse maniere di articolare la visione originaria da cui siamo partiti.
B: Come dice Andy è stato molto importante averlo lì con noi, poter ascoltare le sue idee; soprattutto dal punto di vista della consistenza del suono.

Vi aspettavate un tale exploit per Tarot Sport?
A: No
B: A dire il vero non è una cosa a cui prestiamo molta attenzione. Tendenzialmente non leggiamo quello che la stampa scrive di noi, quindi in teoria è come se non fosse successo niente.

Da dove prendete ispirazione per i vostri suoni?
A: Fondamentalmente ci piace suonare con tutto quello che troviamo in giro. E’ dai vari strumenti che arriva l’ispirazione

Siete stati spesso paragonati ad artisti come Mogwai ed Aphex Twin, trovate che ci sia un link tra loro e voi?
A: E’ difficile trovare delle similitudini tra la tua musica e quella degli altri, soprattutto se sono tirati in ballo artisti come Mogwai e Aphex. Sono paragoni che lasciamo ai giornalisti.

Melodia o rumore?
B: Sono due cose completamente diverse. E’ difficile esprimere una preferenza.

Meglio far uscire di testa (Street Horrrsing) o far ballare (Tarot Sport) la gente?
B: Entrambe credo. Penso siano due cose collegate. La seconda è una reazione alla prima.
A: Si, vero. La maggior parte delle volte che ballo è perché quello che ascolto mi dà alla testa.

Quanto è importante per i Fuck Buttons l’amicizia tra Ben e Andy? Sia dal punto di vista artistico che umano…
B: Molto importante: è l’essenza della nostra musica.

C’è qualche strumento (un synth, un pedale…), all’interno del vostro equipaggiamento, di cui non potreste davvero fare a meno?
A: In realtà nessuno, non siamo molto attaccati al nostro equipaggiamento.
Anche perché cambia in continuazione. Ci piace sempre guardare avanti, sperimentare e provare cose nuove; per fare questo non devi fossilizzarti su un determinato set-up.

Avete girato molto per portare dal vivo Tarot Sport; quali sono stati i momenti migliori di questo tour?
A: Il Primavera è stato grandioso; ma più in generale suonare in Spagna è sempre una gran cosa.
B: Non riesco a pensare a momenti “peggiori”.
In maniera un po’ banale potrei dire che ogni data è diversa, ha la sua storia.

Dopo gli anni d’oro del trip hop i riflettori su Bristol si sono un po’ spenti. Cosa potete dirci della attuale scena musicale cittadina?
B: E’ un po’ che non stiamo più a Bristol. Però posso dirti che si tratta di una città con tanti musicisti e numerose band.
Nonostante non sia più al centro dell’attenzione come negli anni passati rimane una città molto creativa.
A: Si è una città molto fertile dal punto di vista artistico.
Credo anche perché si trova su una via di trasporto molto importante che collega Londra al nord del paese, quindi c’è un gran via vai.
B: Ci sono anche delle ottime scuole d’arte da quelle parti.

State già lavorando al prossimo album?
B: Siamo ancora molto impegnati con le date dal vivo.
Diciamo che per ora ci stiamo solamente pensando, ma non abbiamo ancora dato il via alle danze…

Avete un disco dell’estate, o qualcosa che vi è piaciuto molto nell’ultimo periodo?
B: Sicuramente The Bug, l’abbiamo ascoltato davvero tanto mentre eravamo in tour.
A: Il nuovo album di Caribou è molto bello
B: Anche Black Meteoric Star, il progetto di Gavin Russom, è davvero interessante.

Gavin era ieri sul palco con gli LCD Soundsystem…
B: Abbiamo sentito… Purtroppo ci siamo persi lo show.
Però l’abbiamo visto fare una live performance al Museum Of Modern Art a New York. C’erano dei visual molto interessanti che potevi vedere con degli occhialini 3D che distribuivano. Davvero di grande ispirazione.

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