Clicky

John Talabot


Amico fraterno dei Delorean, con cui è cresciuto musicalmente, John Talabot, è insieme alla band di origine basca il nome spagnolo più caldo dell’ultima stagione musicale. Amante dei collage sonori, John ha cominciato ad assemblare musica mettendo insieme suoni rubati nel corso di lunghi anni di ascolti; un po’ per gioco, un po’ perché stufo di quello che si sentiva nel mondo dell’elettronica. E così il bravo ragazzo che non cercava attenzioni ha finito per conquistare nel giro di sei mesi con il suo suono cosmico tribale pubblico, critica e buona parte dei palati fini del circuito della nuova disco, da James Murphy alla Permanent Vacation.

Come mai hai deciso di nascondere la tua identità?
In realtà la mia identità non è poi così nascosta…
Volevo che chi mi ascoltasse, pensasse solo alla musica di John Talabot, che decidesse se gli piace o meno senza aver visto foto e senza sapere nulla del personaggio.
Non mi piace quando i giornalisti vanno a curiosare nel passato piuttosto che concentrarsi su quello che stai facendo ora.
Non ho fatto molte cose in passato, ma non mi va di parlarne.
Oggi la gente ti etichetta e dice: questo ragazzo viene da qui, è fatto così, si veste in questo modo o nell’altro, sicuramente gli piace la musica x e chessò: è ghiottissimo di sushi.
E nemmeno che influissero elementi estetici. Tra l’altro non sono nemmeno tanto fotogenico, quindi ho pensato che fosse la scelta migliore… (ride)

Come mai questo nome?
E’ il nome della scuola che frequentavo quando ero bambino… Una scuola inglese e spagnola. Il nome deriva da quello di un famoso traduttore di libri dal catalano all’inglese.

Cosa pensi dei dj mascherati?
Non so, io non uso maschere. Se loro sono contenti così…
Personalmente non mi piace avere la faccia coperta, credo sia pure una cosa terribilmente scomoda.

Quando hai iniziato a fare musica?
Da quando avevo più o meno diciotto vent’anni…

…Adesso quanti anni hai?
Adesso ne ho ventisei. Ho iniziato con il pc, poi ho lasciato perdere per un po’ di tempo. Sono cresciuto insieme ai Delorean, imparando da loro e loro da me. Le nostre strade sono andate avanti in parallelo.
Abbiamo imparato insieme ad usare plug-in, hardware e a fare registrazioni.
Non ho mai studiato musica e non ho mai studiato come produrre: ho imparato tutto da solo.
Quando ho cominciato questo progetto avevo dei riferimenti in testa.
Ma fondamentalmente quello che mi interessava era essere diverso dalla maggior parte degli artisti di musica elettronica in circolazione.
Non mi piace come sono prodotti oggi gli album: il tipo di compressione, i suoni chiari, la cassa digitale e tutta questa roba.
Ero stanco ed annoiato così ho pensato a qualcosa di diverso, a produrre il tipo di musica che mi piacerebbe comprare. Ho iniziato a fare musica più distorta, a usare samples di percussioni e suoni provenienti da diversi album. Un po’ per gioco, fino a quando per la prima volta in vita mia mi sono sentito soddisfatto dei miei pezzi. E’ così che ho capito che si trattava del progetto giusto.. Poi è arrivata la Permanent Vacation e si è messo in moto un processo che non si è ancora fermato.

Come nascono i tuoi pezzi?
Negli ultimi anni ho ascoltato tantissima musica. Se trovo un elemento che mi piace lo salvo in una cartella e lo lascio lì. Quando è nato John Talabot ho pensato subito a tutto quello che mi piace e ho cercato di mettere tutto insieme e provare a vedere cosa succedeva. Una specie di gioco…
Cerco di unire cose diverse e dare loro una nuova vita all’interno della traccia, in modo che non si riconosca la loro origine. Melodie, riff di chitarra, synth, batterie…
In Africa per esempio ho preso in prestito il rullante da Be My Baby delle Ronettes perché lo amo da sempre. Amo quel tipo di produzione, purtroppo oggi è di difficile fare dei dischi così perché ci vuole uno studio, una strumentazione adeguata, vecchi nastri. E’ qualcosa di molto costoso da realizzare… Così ho preso il loro.

Puoi citare qualche nome di uno o piu artisti che ti hanno influenzato?
Si. Molte persone mi accostano a Moodymann e Jay Dilla per via dei samples, è vero.. Ma non ho un’unica influenza. Mi piace molto il sound di Chicago, le cose della Dance Mania… Volevo fare qualcosa di simile ma in maniera più lenta, più profonda…

Ti aspettavi il successo di Sunshine?
Assolutamente no. E’ stata una grande sorpresa anche per me perché non ho mandato nessun promo, nessun link… Era una cosa che ho fatto più per me stesso, per dimostrare di essere in grado di fare musica che mi piace. Quando Pitchfork mi ha chiesto il permesso di mettere Sunshine sul sito… Wow! Mai avrei immaginato che potesse succedere una cosa del genere… Se l’avessi saputo l’avrei finita meglio, l’avrei fatta in modo diverso. E’ basata su delle idee molto semplici, alcune batterie suonano live e non le ho doppiate, le ho lasciate così com’erano.

Ma il tuo remix per gli xx uscirà mai? E’ una vita che ne sentiamo parlare…
Shelter, si ma solo in un’edizione speciale per il Giappone, che include anche un remix di Greg Wilson.
È stato un lavoro molto impegnativo perchè dagli xx ho ricevuto sei tracce: voce, seconda voce, una chitarra, un riverbero e qualcos’altro. Non avevo tanto materiale a disposizione, ma l’essenza della canzone è talmente forte – anche solo le voci hanno così tanta presenza – che non sei libero di fare tutto quello che vuoi. Ho dovuto fare attenzione a non perdere totalmente il senso della canzone. E’ stato molto difficile trovare una melodia che stesse bene con le voci e che fosse sia mia che vicina agli xx.

A cosa stai lavorando in questo momento?
Adesso sto terminando l’EP che ti dicevo, quello con la canzone dei Glasser, devo finire il missaggio e poi masterizzarlo; ho ancora una settimana di tempo, quindi mi devo mettere sotto. Dopodiché proverò a finire il mio album, che uscirà su Permanent Vacation. Spero sia pronto per settembre.

Qual è la tua canzone dell’estate?
Mi piace molto un pezzo di un ragazzo danese che si chiama Kenton Slash Demon, si chiama Sun. La suono veramente spesso. Un album che ho ascoltato tantissimo è l’ultimo di Caribou. Diverse canzoni Delorean tra l’altro sono perfette per l’estate!

Lascia un Commento