
Un nome improbabile, Derwin Panda, trasformato dal ventottenne londinese in Gold Panda, una passione irrefrenabile per il Giappone, dove ha vissuto per un anno, e un’ossessione per i b-movies e i mercatini dell’usato. Questo il background che il nuovo fenomeno british rivela come punto di partenza per la creazione di Lucky Shiner, album d’esordio anticipato da una lunga serie di eps e remix (Bloc Party, Marina and the Diamonds, Simiam Mobile Disco e Little Boots, tra gli altri). Uno dei dischi più attesi dell’anno oltremanica, grazie al supporto della lungimirante Bbc radio e al febbrile lavorio discografico che ha visto impegnato Derwin negli ultimi mesi. Lucky Shiner affascina subito e ci proietta in universo sonoro in fondo già conosciuto ma che pochi sinora erano riusciti a rendere più intrigante. Siamo nei territori minimali della techno di The Field, nel post hip-hop di J Dilla, nei turbinii pastorali di Minotaur Shock e Boards Of Canada, filtrati con una lucidità che solo Four Tet ha mostrato di recente. Abbiamo di fronte un nuovo prodigio? (Notown Recordings/ Ghostly International)







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