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Sonar 2010: Uffie


(Foto di Sean Michael Beolchini).

La storia di Uffie siamo stati tra i primi a raccontarla e ad incorniciarla al tempo del suo esordio assoluto. Americana di Miami, Anna-Catherine Hartley si stabilisce a Parigi dopo un lungo girovagare; qui viene “adottata” da Pedro Winter e dalla famiglia Ed Banger. Sebastian, Feadz e Mr. Oizo la prendono per mano e la trasformano in un caso, a metà strada tra una baby MC e giovanissima indie popstar. Un singolo, poi un altro e tanta attenzione, tour ovunque, fino a far girar(le) la testa. Dopo un lungo silenzio ecco l’album atteso a lungo, costruito con gli amici di sempre e un big latitante come Mirwais. Col tempo Anna è diventata un’amica e intervistarla oggi dà una sensazione strana ad entrambi.

Signorina Hartley come andiamo?
Benissimo! Sono giorni veramente impegnativi…

Ce ne hai messo di tempo prima di pubblicare quest’album. Sono passati ben quattro anni da Pop The Glock, cosa hai fatto durante tutto questo tempo?
Pop The Glock è stato il primo brano che ho scritto e mi ci è voluto un po’ di tempo per trovare lo stile che volevo veramente. Desideravo fare un album che si potesse ascoltare dall’inizio alla fine e non solo due o tre pezzi, mi ero detta che non l’avrei pubblicato fino a che non fossi stata soddisfatta.

Questo ha richiesto tanto lavoro e diversi tentativi.
Ho anche avuto una bambina e quello ha richiesto nove mesi…
Se poi aggiungi tutto il tempo che ho passato in tour…
Qual è la tua canzone preferita?
Illusion Of Love, la prima che ho fatto con Mirwais; è quella che mi ha richiesto più impegno, perché più cupa rispetto a tutto il resto del disco.

Come hai conosciuto Mirwais?
In un club, a Parigi. Abbiamo passato tutta la sera a chiacchierare, parlando di tutto: dalla vita alla politica. Così abbiamo deciso di provare a lavorare insieme.
E’ un ragazzo meraviglioso e lavorare con lui ha cambiato totalmente il mio modo di vedere la musica.

Sapevi già delle sue precedenti e note esperienze lavorative?
Quando l’ho conosciuto sapevo che aveva lavorato con Madonna, ma non ho realizzato fino a quando non sono entrata nel suo studio e ho visto questo disco di platino appeso alla parete. Ho pensato: “Merda! In che pasticcio mi sono cacciata?”. In principio ero piuttosto intimorita ma poi mi sono rilassata e abbiamo un ottimo rapporto: ogni mattina andavo da lui, ci bevevamo un caffè, scherzavamo, parlavamo di ragazzi e lui mi dava consigli come se fosse la mia migliore amica. Dopodichè, cominciavamo a lavorare.

E la collaborazione con Pharrel per A.D.D.
S.U.V.?
Pharrel è una delle persone più cool del mondo; è sempre stato uno dei mie artisti preferiti, sin da quando ero una teenager… Ho avuto la fortuna di conoscerlo durante una festa a Tokyo quando avevo diciannove anni.
Quando ho avuto bisogno di cercare un rapper ho pensato subito a lui come la migliore soluzione possibile e non ho esitato a chiederglielo.

Come mai una cover di Sioux?
Mi piace molto la musica punk e rock e questa mi sembrava una buona occasione per dimostrarlo. Tra l’altro è sorprendente quante poche persone della mia generazione conoscano questa band, così ho pensato che sarebbe stato educativo oltre che divertente farlo.

Com’è cambiata la tua vita da quando è nata tua figlia?
Ora esco molto meno. Un bambino è l’unica cosa che puoi amare più di te stesso, quindi devi anteporre i suoi bisogni e la sua felicità ai tuoi. Mia figlia ha portato un equilibrio e normalità nella mia vita. Quando sei sempre in tour le cose possono diventare pazzesche, vivi così tante esperienze tutte insieme, per di più ad una velocità incredibile che rischi di perdere il controllo e la direzione.
Un figlio ti mantiene con i piedi per terra. Tra l’altro ora sono molto più organizzata.

Dove l’hai lasciata ora?
E’ a casa con la babysitter.

Adesso che hai un album fuori, pieno di special guest e distribuito da una major non puoi più essere considerata indie… Quali potrebbero essere le tue rivali?
A dire il vero io mi sento ancora indie.
Non è perché ho le tette che puoi mettermi nella stessa categoria delle altre giovani artiste pop.
Io, La Roux, Little Boots e M.I.A. abbiamo poco o niente in comune.
Allora ogni donna potrebbe essere una potenziale rivale.
Ma sono sicura che tu volevi che dicessi Ke$ha… (scoppia a ridere)

Hai ragione…
Ma lei non arriva dalla strada come me!

Eravamo con te sul palco al Sonar tre anni fa, cos’è cambiato da allora?
La prima volta è stata più una cosa di gruppo, era come essere parte di una famiglia, quella della Ed Banger. Oggi ognuno di noi ha sviluppato una propria identità come artista. Tre anni fa era come se fossimo qui in vacanza, a divertirci, adesso le cose sono più serie, ho un album fuori e sento molta più pressione (indica la ragazza dell’ufficio stampa che siede ad una decina di metri da noi)…

Come vanno le cose a Parigi?
Parigi è noiosa. Mi voglio trasferire.

E’ vero che vuoi venire a vivere a Milano?
Certo, vorrei. Cercate una stagista?

Sempre. Cosa stai ascoltando ultimamente?
Non so perchè ma ho ricominciato con gli Strokes; ascolto tanto anche Black Lips e Franz Ferdinand. Tra i nuovi mi piacciono molto i The Drums.

Quindi il prossimo sarà un disco indie rock?
Mi piacerebbe molto mettere in piedi un gruppo punk. Sarebbe divertente suonare con una band sul palco e non essere sempre da sola al centro dell’attenzione.

Hai ancora paura quando devi andare in scena?
Si, certo. Ti ricordi che paura avevo qualche anno fa?
Ero terrorizzata e mi capitava anche di vomitare dalla tensione prima di un concerto. Ecco, adesso ne ho ancora un po’ di paura, ma almeno non ho più voglia di togliermi la vita…

Hai deciso cosa vuoi fare da grande?
Non lo so…

Qual è la tua canzone dell’estate?
Let’s Go Surfing dei The Drums.

(Special thanks: Georgia Taglietti, Marco Lombardi, Red Bull Music Academy)

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  1. Johnathan S. scrive:

    Hooooot! Hooochie! Aaaaaaah!

  2. carmen scrive:

    She is so adorable!Young,mature and adorable.And the most important thing is that she is NORMAL like every other girl.Love her!