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Red Bull Music Academy: Londra 2010

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Foto di Sean Michael Beolchni e Piotr Niepsuj

Febbraio 2010, dopo tanto girovagare, l’Academy ritorna a Londra. Dopo un viaggio per il mondo lungo oltre un decennio – la prima si tenne a Berlino nel 1998 – si materializza nella capitale britannica, dove si rifugiò nel 2002 per concludere l’edizione dell’anno precedente tenutasi a New York e sospesa per i noti fatti dell’11 settembre. Il matrimonio perfetto. Quale altro posto al mondo meglio di Londra per ospitare l’universo di suoni, di stili e di facce che l’Academy riunisce e porta con sé?
La formula – breve riassunto per chi non la conoscesse – è quella di un workshop a cui hanno la fortuna di partecipare ragazzi provenienti da ogni parte del mondo (60, divisi in due turni, da 32 nazioni diverse quest’anno, ognuno dotato di una particolare abilità in campo musicale) che vivono insieme per due settimane, quasi ventiquattro ore al giorno. Tempo per suonare, esprimersi, parlare e anche ascoltare. Al loro fianco un team di maestri, tutor forse o semplicemente una sorta di fratelli maggiori, a loro disposizione per consigliarli, aiutarli: gente come James Pants, Mala e il nostro Marco Passarani per citarne alcuni.
Dietro la cattedra, anzi sul divano, una sfilata di big di oggi e di ieri (alcuni addirittura ex partecipanti come ad esempio Flying Lotus), che raccontano le loro storie, da dove arrivano e dove stanno andando. Eventualmente anche qualche trucco del mestiere. Il quartiere generale di solito si materializza in location particolari: edifici di ogni genere, ormai abbandonati, a cui viene ridata la vita in una nuova forma.

Quest’anno è toccato ad un edificio nell’area di Bermondesy, una zona in espansione, tra il London e il Tower Bridge, un’area che ospitava l’Antigallican pub. Un palazzo di due piani completato da un sotterraneo, restaurato in un complesso polifunzionale che include diversi studi, apparecchiati con quello che ogni musicista vorrebbe avere in camera, una sorta di aula magna, diverse zone relax, un bar, una mensa, degli uffici, gli studi della radio e persino la redazione di un giornale, una delle grandi novità di quest’edizione, un free press che racconta quello che succede dentro e fuori l’Academy. Perché a completare il lavoro diurno ci sono un serie infinita di eventi notturni, per dare modo agli “alunni” di svagarsi e mostrare davanti a un pubblico quello che sanno fare.

Voliamo a Londra ai primi di marzo, per una due giorni intensissima in cui seguiamo le lezioni di Moodyman, Pedro Winter, Flying Lotus e James Holden, assistiamo tra gli altri ai set di 2manydjs, Joy Orbison, John Talabot, Todd Terje, Rustie e conosciamo buona parte dei ragazzi. Ne abbiamo scelti due, Mai e Ross, per farci raccontare da loro come hanno vissuto quest’esperienza.

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  1. [...] fatica a credere (dopo i vari reportage che abbiamo fatto sulle pagine di PIG) non la conosciate già, ma dopo questo video rispieghiamo [...]