
Red Caballo, il duo fotografico spagnolo (Maria Cavaller e Marc Roig Blesa), ha un certo talento nel saper catturare in maniera unica la bellezza dell’ordinario. Come nascosta all’interno della società, in mezzo alle sue continue violazioni, la loro macchina fotografica scatta silenziosamente, senza disturbare in nessun modo l’ambiente che la circonda, documentando i momenti magici ed interessanti del quotidiano.
Come vi chiamate?
Red Caballo
Di dove siete?
Spagna
Dove vivete?
Le nostre basi sono Barcellona e Amsterdam. Ma ci trasferiamo nelle altre città per seguire i nostri progetti. Marsiglia, Valencia, Berlino, Budapest, etc…
Ci campate con la fotografia?
O la la la la la la o la la la…
Quanti anni avete?
28
Quanti anni vi sentite?
Ci sentiamo molto giovani.
Come vi siete incontrati?
In una stanza buia.
Quando avete iniziato a fotografare e perchè?
Abbiamo iniziato aiutandoci reciprocamente sui nostri progetti individuali. Iniziare a lavorare insieme è semplicemente successo, è stato solo lo step successivo, naturale.
Amanti? Amici? O ex amanti?
Non lo si capisce dal nostro lavoro?
Lavorate sempre in squadra?
Non sempre, sviluppiamo anche dei progetti indipendentemente.
Come descrivereste le foto che fate?
Quello che ci interessa di più è la vita di tutti i giorni. Ci piace rivelare i momenti magici e speciali della quotidianeità.
Qual è la vostra “big picture”?
Facciamo parte di una generazione che può sfruttare i voli low-cost, gli inter-rail gli Erasmus. Viaggiare è necessario per noi. Ci piace vedere le cose con i nostri occhi e creare il nostro personale approccio alla realtà. Il nostro progetto affronta la relazione tra l’immagine e l’identità. Vogliamo rappresentare uno spazio collettivo che apparentemente è stato occupato dai brands e dal potere delle aziende.
Quali sono le vostre situazioni preferite da scattare?
Quello che ci piace di più è lavorare quando le persone si divertono. Ci piace la luce del pomeriggio ed il clima caldo. Ci piace ritrarre la gioventù. Troviamo che sia molto interessante rappresentare quel momento in cui i giovani entrano nel “mondo degli adulti”. Ci piace il gioco di ruolo che improvvisamente appare con i suoi gesti e con il confronto dell’identità.
Cosa altera le vostre percezioni?
Cosmetici biologici di giorno e gin tonic di notte.
Avete delle regole che sguite?
Scattiamo con un’unica fotocamera che ci dividiamo e non riveliamo mai chi ha scattato cosa. Ci piace pensare che il tutto è il risultato di un esperimento accidentale di squadra.
Chi è il vostro fotografo preferito?
Gus Van Sant.
Che tipo di macchine fotografiche usate?
Usiamo digitali piccole tascabili e analogiche molto grosse.
Quali vorreste usare?
Ci piacerebbe molto scattare con una Polaroid grosso formato, c’è qualcosa di magico nel vedere un immagine di 50 x 60cm di grandezza che emerge da un foglio di plastica lucida.
Cosa non ti piace della fotografia di oggi?
La brutta e sensazionalistica fotografia di giornalismo e la fotografia decorativa che viene venduta come arte.
Chi dovrebbe essere il nostro Photographer of the Month?
Lady Gaga.
Quale sarà il vostro prossimo progetto?
Stiamo lavorando su un progetto di scambio tra Spagna e Marocco : ‘Estudio Ramblas’. Il prossimo giugno sarà presentato al Festival della Fotografia in Marocco a Fez. Stiamo anche lavorando su un progetto educativo per l’archivio fotografico di Barcellona. Per questo progetto stiamo scattando nelle scuole locali.












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