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Daryl Wein & Zoe Lister-Jones

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Intervista di Valentina Barzaghi. Foto di Coley Brown

Daryl Wein e Zoe Lister-Jones sono fidanzati. Dopo quattro anni di reciproca dipendenza, i due decidono di prendersi un “momento di pausa” in cui provare a recuperare l’autonomia che credono persa per sempre e aprire la loro storia a nuovi partners. Daryl e Zoe sono rispettivamente lo sceneggiatore-regista -attore-produttore-montatore e la sceneggiatrice-produttrice-attrice-addetta al catering di “Breaking Upwards”, un film a metà tra realtà e fiction che Daryl aveva iniziato a scrivere insieme Peter Dunchan (altro co-sceneggiatore) durante quel famigerato break con Zoe, che tornata a casa poi è intervenuta sul testo. Daryl e Zoe, con un budget davvero irrisorio, hanno scritto il “loro” film; loro perché hanno fatto tutto, intervenendo su più fronti e incastrandolo con i rispettivi impegni lavorativi, loro perché è ciò che hanno davvero vissuto – tant’è che sono loro che recitano interpretando se stessi – e loro perché anche grazie a questo film hanno saputo medicare la propria relazione e guardare avanti. In molti si potranno calare nei panni dei protagonisti, d’altronde… a chi non è capitato di prendersi un “breaking upwards”? Sperando di vederlo presto anche nelle nostre sale (noi l’abbiamo visto al Torino Film Festival), vista anche la presenza di un cast celebre – vedi Peter Fridman (“The Savages”), Olivia Thirlby (“Juno”), Andrea Martin (“My Big Fat Greek Wedding”) e Julie Wait (“Transformers”) -, li abbiamo raggiunti per un’intervista durante le vacanze di Natale, in un piccolo momento di relax che precede l’ultima fase di promozione del film a New York e di distribuzione grazie alla IFC Films.

Ciao ragazzi! Come state?
Daryl e Zoe. Molto bene grazie

Raccontateci qualcosa di voi… Tu Zoe penso che sia più nota alle masse, probabilmente perché fino a questo momento hai rivestito più che altro ruoli d’attrice (uno delle sue ultime parti è stata in State of Play, di Kevin Macdonald, al fianco di Russel Crowe), mentre di te Daryl sappiamo poco, a parte che Breaking Upwards è il tuo secondo film (il primo è intitolato Sex Positive) e che fino ad ora hai lavorato sia come co-sceneggiatore sia come regista a una serie di cortometraggi, prodotti televisivi, serie… Diciamo che lavori molto, ma mai sotto i riflettori come Zoe.
D. Diciamo che hai riassunto bene il tutto, non credo che avrei molto altro da aggiungere. Ma vediamo un po’… Ti direi qualcosa sugli inizi della mia carriera, se così la possiamo definire. Mio padre mi regalò la mia prima camera quando avevo tredici anni, che è anche quando ho iniziato a girare film. Poi crescendo ho frequentato la New York University Tisch School Of the Arts e una volta diplomatomi mi sono fermato in questa città in pianta stabile. Oggi ho ventisei anni, ma vorrei averne ancora sedici, avere ancora più tempo davanti a me per fare cose.
Z. Io invece ho ventisette anni. Ho iniziato a prendere lezioni di recitazione quando avevo otto-nove anni e al liceo ho continuato su questa strada partecipando a qualche commedia, ma se devo essere sincera, ero davvero preoccupata all’idea d’intraprendere una carriera nel cinema, in televisione o a teatro, perché essendo stata cresciuta da due visual artists, sapevo già cosa mi sarebbe successo e dunque avrei preferito avere una professione finanziariamente stabile. Ma vinsi una borsa di studio alla New York University Tisch School Drama e mia madre mi disse che sarebbe stato stupido buttare all’aria una simile opportunità. Una volta laureatami ho scritto e prodotto uno spettacolo, poi direi che il resto è storia.

Descrivetevi usando tre aggettivi.
D. Ossessivo. Compulsivo. Disordinato.
Z. Non. Abbastanza. Giovane.

Daryl, mi dicevi che hai frequentato la New York University… E’ stato un passo importante per la tua carriera? Mi piace sempre capire quanto fare una scuola possa essere utile ad un artista…
D. In realtà ho iniziato a frequentare la NYU per la recitazione, ma avevo già frequentato un corso intensivo di cinema quando avevo diciassette anni presso la USC (University of Southern California, ndr). Questa è la formazione che ho maturato fino ad oggi. D’altra parte mi è sempre piaciuto anche guardare film e parlarne. Il vero salto di carriera comunque è avvenuto dopo che mi sono laureato alla NYU e ho realizzato il mio primo cortometraggio con Olivia Thirlby: Unlocked. Quindi sì, mi è servito, ma ci vuole anche altro per una formazione completa.

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Chi è stata la prima persona che ha creduto in te?
D. Entrambi i miei genitori direi. Hanno incoraggiato le mie ambizioni e mi hanno permesso non solo di fare film, ma anche di mettermi in gioco professionalmente già da quando ero al liceo. Hanno pagato lezioni, sostenuto il mio lavoro e sono sempre stati una forte linfa vitale per me.

Che tipo di regista sei sul set?
D. Parlo solo in terza persona e mi piace usare il linguaggio dei segni con la troupe (ride). No! Sono amichevole e divertente! Dedico un sacco di tempo al lavoro con gli attori, in modo poi da stare tranquillo quando giriamo. Mi piace tenere le mani ovunque. “Guardatemi, sono io che controllo, va bene!?!”. Non posso farne a meno…

“L’idea è venuta nel periodo in cui io e Zoe stavamo pensando seriamente di rompere. Mi ricordo che, come nel film, stavamo seduti al tavolino di un bar. Avevamo delineato un sacco di regole su come impostare il nostro periodo di “pausa” e ho pensato che sarebbe potuto diventare qualcosa di particolare e carino da sviluppare in una commedia romantica” Daryl Wein

E cosa cosa ti piace fare quando non sei sul set?
D. Mangiare… Mangio davvero un sacco.

Zoe, invece tu come attrice ti stai sempre più affermando e vieni dichiarata come una delle “grandi promesse” del cinema made in U.S.A. Ma è la prima volta che ti trovi a far parte del Cast Tecnico di un film al posto che di quello Artistico?
Z. Come sceneggiatore è la mia prima volta, mentre come produttore lo sono già stata per l’altro lavoro di Daryl, Sex Positive, anche se sul set di quest’ultimo film mi sono davvero trovata a fare un po’ di tutto.

Vi ricordate la prima volta che vi è venuta in mente l’idea per Breaking Upwards?
D. L’idea è venuta nel periodo in cui io e Zoe stavamo pensando seriamente di rompere. Mi ricordo che, come nel film, stavamo seduti al tavolino di un bar. Avevamo delineato un sacco di regole su come impostare il nostro periodo di “pausa” e ho pensato che sarebbe potuto diventare qualcosa di particolare e carino da sviluppare in una commedia romantica.
Z. Sì, Daryl ha deciso di iniziare a scriverlo proprio nel bel mezzo della nostra “relazione aperta”. Si è basato esclusivamente su ciò che stavamo vivendo. Sentivo che il tema trattato mi stava molto a cuore, ma non ci lavorai fino ad un anno dopo alla prima stesura, cioè quando avevo preso distanza sufficiente dalla nostra storia e quel periodo era terminato.

5 cose che bisogna sapere su Breaking Upwards.
D. 1) Ci sono tre scene di sesso; 2) Ci sono molte cose divertenti; 3) E’ ambientato a New York City; 4) Racconta una storia sulla dipendenza di coppia; 5)E un cucciolo. (Quest’ultima affermazione non credo di averla capita… Ma faccio finta di nulla… Andiamo avanti)
Z. 1) Si basa su un periodo di “relazione aperta” che abbiamo sperimentato io e Daryl; 2) Ho scritto la colonna sonora (tranne una canzone stupenda di Jack Lewis); 3) E’ stato realizzato con 15000 $; 4) Daryl e io abbiamo scritto, prodotto e interpretato il film. Inoltre Daryl l’ha diretto e io quasi tutti i giorni mi sono occupata del catering; 5) Ha un cast strepitoso!

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Quali sono stati i problemi nella realizzazione di un film come questo (low budget, molto intimo, con voi che vi prendete parte sia come cast tecnico che cast artistico)?
D. Sicuramente il denaro, che non era sufficiente per potersi permettere attrezzature e troupe a sufficienza, quindi abbiamo cercato di fare tutti il più possibile, anche se questo spesso poi ci distraeva da recitazione e regia, che doveva essere la parte più difficile di tutto il lavoro. Come ha detto Zoe il film è costato 15000 $, quindi puoi immaginare… è stato molto difficile far quadrare tutto.
Z. Sì, anch’io posso dire con sicurezza il denaro. Abbiamo fatto tutti un sacco di cose per stare nei costi. Gli attori sono stati pagati ciascuno 100 $ al giorno, tutte le location sono state prestate e con i soldi rimanenti siamo riusciti solo a pagare una piccola troupe. Diciamo che comunque è stato interessante e alla fine possiamo dire anche gratificante perché abbiamo ottenuto il film che volevamo. Ne siamo felici, quindi la fatica è stata ben ricompensata.

Daryl, mi puoi dire che tipo di camere hai usato?
D. Panasonic HVX 200 con lenti Redrock 34 millimetri adattate con lenti Nikon.

Magari è una domanda che implica una risposta troppo personale e quindi mi potete dire “fatti i fatti tuoi e passa oltre”, ma visto che Breaking Upwards è un esperimento sul vostro rapporto di coppia, sarei curiosa di sapere se il film ha cambiato davvero qualcosa tra di voi, se magari anzi vi è servito da “farmaco” riparatore…
D. Non preoccuparti, non ci dà fastidio rispondere, anzi… Direi che realizzare insieme un film come questo ci ha reso più forti. Ci ha fatto ripensare al nostro rapporto “aperto”, soprattutto durante la fase di scrittura, facendocelo escludere come soluzione per tornare a stare bene tra noi; la stesura della sceneggiatura ha agito molto su di noi, così come parlare in continuazione della storia. Raccontarla ai festival ci è servito da terapia. Il film ci ha anche resi più aperti in generale come persone.
Z. Trovo anch’io che ci abbia reso più forti, più sicuri del nostro legame. Realizzando Breaking Upwards siamo stati costretti a trattare questioni molto profonde e complesse su cui la maggior parte delle persone tende a sorvolare.

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Che cosa rappresenta New York per la vostra vita?
D. La mia anima.
Z. E’ la città in cui sono nata e cresciuta. Non potrei vivere altrove.

Qual è il miglior ricordo che avete della vostra vita insieme?
D. Nel film o nella vita reale?

Se vi va mi potete dire di entrambi, altrimenti decidete voi in base a quello che preferite (anche perché mi sto facendo ancora gli affari vostri…).
D. Preferisco dire nel film, forse nella nostra relazione ci metterei un sacco a pensare ed è qualcosa di intimo… Quindi direi il lavoro con tutti gli attori probabilmente.
Z. Io invece ti dico una cosa che sta nel mezzo. Per me è stato l’ultimo giorno di riprese. Ci siamo concessi una cena romantica nel nostro ristorante preferito.

E il peggiore?
D. Ti dico sempre nel film… Trasportare l’attrezzatura per cinque rampe di scale.
Z. E io sempre a metà tra i due… Lo stress da set porta un sacco di tensione anche nel rapporto.

Mi raccontereste un episodio divertente successo durante le riprese del film?
D. Non avevamo ancora preso nel cast Andrea Martin quando abbiamo girato la scena del Sender, quindi l’abbiamo fatta senza di lei. Una volta assoldata però, avremmo dovuto rifarla completamente, ma non ce lo potevamo permettere. Quindi abbiamo preso la stessa location, lo stesso tavolo, e abbiamo girato come se intorno a lei ci fossero altre dodici persone, mentre invece lei era sola… Abbiamo dovuto più che altro stare molto attenti al gioco di inquadrature.
Z. Pablo Schreiber (nel film è Turner) si è fatto una testa stile mohawk e si è rasato completamente il pizzetto dopo che avevamo già girato parecchie scene con lui con la barba e i capelli folti. Non ci ha detto nulla fino alla mezzanotte della sera prima del giorno in cui dovevamo ricominciare le riprese con lui. Quindi abbiamo dovuto pensare molto velocemente a come avremmo potuto mettergli una parrucca e una barba finta per preservare la continuità. E’ per questo che nella scena dove siamo seduti è così orribile… Bisogna spiegare perché ha quel terribile taglio di capelli! (ride)

Come dicevi anche tu Daryl, nel film ci sono tre scene di sesso, di cui due tra voi due e una tra Zoe e Pablo Schreiber… E’ stato difficile o imbarazzante girare questo tipo di scene – soprattutto per voi visto che è una situazione molto intima e vissuta – di fronte a una telecamera?
D. No, non so davvero per quale ragione, ma non lo è stato. Eravamo tutti molto rilassati l’uno con l’altro, ma soprattutto la troupe era molto piccola quando giravamo quelle scene, abbiamo preferito.
Z. Con Daryl è andato tutto bene, perché come diceva lui, mentre le giravamo non avevamo lì la produzione al completo: eravamo solo io, Daryl e il nostro DP Alex Bergman. La parte con Pablo è stata un tantino più difficoltosa come puoi immaginare, ma a parte un po’ di blocco all’inizio, poi è filato tutto liscio anche lì. Daryl in tutto questo è stato sorprendente, davvero non so come avrei fatto senza il suo aiuto.

Daryl, guardando ora il tuo film, c’è qualcosa che cambieresti?
D. Se potessi rifarlo mi piacerebbe avere più soldi e un parrucchiere… I miei capelli erano un disastro! Hai notato? Per il resto direi di no, è come volevo venisse e ne sono felice.

Credete nell’amore “via web”?
Z. Non sono sicura di cosa sia realmente… D’altronde non conosco molte persone che siano riuscite a trovare amore sui siti d’appuntamenti. Credo però che la chat per la mia generazione sia diventata il principale mezzo di corteggiamento. Ovvio che la cosa ha i suoi pro e i suoi contro.
D. Dipende da cosa si intenda davvero per “amore via web”… Comunque come Zoe credo che, visto che ora si può davvero vedere la gente in video chat, si possa pensare di avere una sorta di reale connessione con qualcuno che sta dall’altra parte, tipo con Skype o iChat. Se è questo che si intende ci credo, al resto (siti d’appuntamenti e simili) direi di no.

Qual è la vostra idea di rapporto a due? Credete che la passione possa durare per sempre o che questa sia solo la prima parte e che l’amore vero arrivi con la costruzione di un rapporto e anche con duro lavoro?
D. L’amore è una delle cose che ti può cambiare nel modo più profondo possibile. In teoria, penso che si possa rimanere innamorati di qualcuno per sempre. Ma ho ventisei anni, quindi solo il tempo potrà dirmi se ho davvero ragione. A lungo termine, credo che un rapporto amoroso richieda di sicuro un duro lavoro: bisogna imparare ad accettare compromessi in funzione dell’altro, fare qualche sacrificio…. Ma ci sono così tanti regali in cambio che poi te ne dimentichi.
Z. Penso che trovare un “amore sostenibile” sia molto diverso che trovare qualcuno di cui innamorarsi. L’innamoramento è solo una fase del processo e assomiglia a un masochistico e tortuoso stato della mente, più rivolto al piacere e alla passione. Ma trovare una persona che puoi amare e che ti ami davvero è un tesoro unico, nonostante implichi più sforzi. Quindi mi sento molto fortunata.

Quando secondo voi una coppia dovrebbe capire che è meglio lasciar perdere?
Z. Non saprei dirti… Probabilmente dipende tutto dal tipo di coppia.
D. Quando non si è più in grado di comunicare o di provare qualsiasi tipo di sentimento per l’altro, per me questo è il momento che ti dovrebbe far pensare che è meglio abbandonare. In pratica è come se si fosse già diventati due estranei.

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Che musica vi piace ascoltare?
Z. Mi piace la musica che evoca in me qualcosa di reale e forte già dal secondo ascolto. I Pavement sono la mia band preferita di sempre, ma credo che ci siano molti artisti che si fanno sentire fuori dal coro anche oggi. In termini di band contemporanee adoro Palms, Telepathe, The xx, Edward Sharpe and the Magnetic Zeros, Grizzly Bear. Sono molto diversi tra loro, ma ciascuno a suo modo epico. Adoro la musica.
D. Mi piacciono un sacco di tipi diversi di musica, ma solitamente ascolto a prescindere quello che mi passa Zoe. Lei, come avrai capito, è una super appassionata… Ultimamente appunto… Telepathe, Edward Sharpe and the Magnetic Zeros, The xx, Yeah Yeah Yeahs… Scontata come risposta? (ride) Cioè quello che sta ascoltando anche lei. Ma non saprei dirti chi mi piace di più e perché.

Come mi raccontavi prima Zoe, tu sei stata anche l’autrice della colonna sonora di Breaking Upwards…
Z. Sì, diciamo che io ho scritto tutti i testi per la colonna sonora, quindi ho contribuito solo a metà. Le musiche invece sono di Kyle Forester, che è un musicista meraviglioso di New York. Avevamo lavorato insieme su un album di cover, in cui avevo cantato a pianoforte alcuni brani pop e rap molto famosi. Il lavoro della colonna sonora è stato un po’ più lungo del precedente, ma per me è stato puro divertimento (mentre Kyle aveva un sacco di roba da fare…). Mi piace scrivere testi e cantare, ma è e rimarrà un hobby, anche perché tra tutte le cose che ho da fare non saprei come fare a farlo diventare qualcosa di più.

… e poi ti sei occupata anche della sceneggiatura.
Z. Diciamo che la mia fortuna è stata che ho iniziato a lavorare alla storia quando le basi erano già state costruite da Daryl e Peter Dunchan (il nostro co-autore). Il problema però era che mentre stavo riscrivendo la sceneggiatura e girando questo film, facevo otto spettacoli alla settimana a Broadway. Insomma, non avevo più energie, ero davvero esausta. Penso che la vita di un artista sia così: si lavora fino all’esaurimento per poi riprendere ancora a lavorare una volta che ci si è ripresi, per poi esaurirsi di nuovo… in un ciclico alternarsi. E’ davvero dura.

Chi è Zoe per la tua vita Daryl?
D. Il mio amore più grande.

E per te Zoe, chi è Daryl?
Z. La stessa cosa… Il mio amore più grande.

Come spieghereste ad un bambino cos’è un “breaking upwards”?
Z. “Breaking upwards” vuol dire molte cose. Per noi è stato come sbriciolarsi lentamente, dal ri-prendere indipendenza all’introduzione di nuovi partners da poter frequentare. Tentare di cambiare un po’ di cose del proprio rapporto per vedere se cambia qualcosa anche nelle proprie singole esistenze. Abbiamo capito molte cose…
D. E’ quando in maniera molto aperta si decide di prendere del tempo per stare soli, lontano dal proprio partner. Questa strada prevede che ci sia dialogo e che altre persone verranno inevitabilmente tirate in mezzo (vedi parenti, amici, nuovi partners…).

Mi sembrate una coppia molto affiatata: vivete insieme, lavorate spesso insieme… Insomma, se non andreste così d’accordo vi sareste già scannati probabilmente… Ma cosa vi piace fare quando uscite la sera?
Z. Devo dirti la verità… Non usciamo moltissimo. Ci piace cucinare e, come dicevi tu, lavoriamo parecchio! Qualche volta andiamo al cinema o alle partite, o ci vediamo con gli amici… niente di particolare insomma… delusa? Non siamo grandi amanti di feste o simili, ci divertiamo in modo molto tradizionale

No, no… Anzi, mi piace scoprire che spesso quello che si pensa della vita di alcune persone sia in verità solo una fantasia, o comunque qualcosa di lontano dalla realtà. Poi immagino che in questo periodo sarete anche incasinati con la promozione… E invece come sta andando la distribuzione?
D. Alla grande! Siamo stati fortunati che il film circolerà un po’ ovunque. E’ un sogno che si avvera. La IFC Films ha fatto in modo che a New York inizi a circolare dal 2 di Aprile, ma che possa essere anche recuperabile video on demand. Fantastico!

Siete già stati a molti festival? Io ho visto il film al Torino Film Festival…
Z. Sì, ne stiamo girando davvero parecchi. Torino è stato un festival meraviglioso…

Se non avessi fatto il regista Daryl, quale altro lavoro ti sarebbe piaciuto?
D. Il giornalista relegato in paesi dilaniati dalla guerra.

Il miglior film che avete visto ultimamente?
D e Z (all’unisono). Inglourious Basterds

Il tuo film romantico preferito Zoe?
Z. Amo Annie Hall (W. Allen). Penso che dipinga perfettamente New York , il suo essere divertente, asciutta, elegante, giocosa, schiva.

Regista preferito?
D. Non ne ho uno preferito.
Z. Da sempre Woody Allen.

Un regista (anche giovane o indipendente) che dovremmo tenere d’occhio?
D. Ammiro molto Steven Soderbergh, perché rende i suoi film esattamente come li vorrei fare io.
Z. Miranda July. Julie Delpy.

Cosa vi tiene svegli durante la notte?
D. La marea di roba che ho da fare. Sembra che il tempo non mi basti mai.

Se foste Dio per un giorno, cosa fareste?
D. Eliminerei tutte le malattie.
Z. Risolverei una volta per tutte il conflitto tra israeliani e palestinesi.

Una cattiva abitudine che non riuscite a togliervi?
D.
Giocare, attorcigliare i capelli.
Z. Non saprei. Ho una forza di volontà davvero potente nel riuscire a fronteggiare i vizi.

L’ultima volta che avete pianto?
D.
Guardando il reality “So You Think You Can Dance”.
Z. Ieri.

Dicono che le scarpe spieghino molte cose di come sia fatta la persona che le indossa… A voi che scarpe piace usare?
Z.
Flat
D. Mi piacciono tutti i tipi di scarpe, basta che abbiano i due buchini ai lati, sai quelli per tenere meno chiuso il piede.

Qual è il segreto per l’Eterna Giovinezza?
Z.
Un fantastico chirurgo plastico.

Da quello che ho visto nel film, non tanto perché vieni ripresa mentre ti affanni tra un negozio e l’altro quanto per abiti e brand che vengono sventolati qua e là, ho dedotto che sei un’amante dello shopping Zoe… è vero?
Z. Oh sì, amo lo shopping. Vestiti, scarpe, make up… Ogni volta che mi capita di essere nella situazione vorrei davvero comprare di tutto… è qualcosa di incontenibile…

A cosa state lavorando ora?
Z.
Io e Daryl abbiamo finito due sceneggiature e due piloti per la tv. Se qualcuno in Italia ci vuole finanziare… Per il resto Breaking Upwards deve arrivare ancora in sei città qui negli Stati Uniti e poi in tv. Come attrice ho appena finito di girare un film intitolato Stuck Between Stations con Josh Hartnett, la serie tv Delocated, il nuovo film di Will Ferrell The Other Guys, Salt con Angelina Jolie e All Good Things insieme a Ryan Gosling e Kirsten Dunst.
D. Abbiamo qualche script che al momento stiamo cercando di piazzare. Non posso dire di più, ma se avessi intenzione di investire, mandami una mail (ride). Inoltre lavoriamo sulla promozione di Breaking Upwards e alla scrittura-sviluppo di nuovo materiale. Insomma a un sacco di cose, poi vedremo come andrà…

Siete felici?
Z. Sì, molto.
D. Sì, al momento più del solito visto che abbiamo anche una buona distribuzione del film… Non potrebbe andare meglio! Come ti dicevo prima è davvero un sogno che si avvera.

Come vi vedete tra dieci anni?
D. Con più pancia, meno capelli e tanti soldi.
Z. Ricca

Cosa ne pensate del Nobel per la Pace ad Obama?
Z. Wow! Parliamo di tutto qui, mi piace… Ma posso solo dire che trovo la cosa impressionante… Così sto sul vago
(Infatti… Con questa risposta è riuscita a non dirmi nulla… astuta…)

La domanda che nessuno vi ha mai fatto, ma a cui vorreste rispondere?
D:
“Vuoi che ti dia 100 milioni di dollari per fare un film come si deve?”. Risposta: “Sì, grazie”.
Z: “Cosa vuol dire “awesome”?. Risposta: “Awesome!”

Cosa farete dopo questa intervista?
D. Andrò un po’ a controllare la mia pagina di Facebook
Z. Andrò ad una festa. Lo so che mi contraddico con quello che ho detto prima, ma è una delle rare occasioni.

Allora vi saluto, è stato un piacere conoscervi! Se capiterete mai a Milano per la presentazione del vostro film venite a trovarci
D e Z. Certo! Non mancheremo… Se passeremo dalle vostre parti ci sentiremo assolutamente.

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