
A Jonathan e Danielle piacciono le belle donne, per questo hanno deciso di investire tutto in Jacques, il loro piccolo progetto editoriale semestrale che vuole cambiare il modo in cui la sensualità viene rappresentata dal resto delle riviste; perché a dirla tutta, chi ha voglia di appendersi in cameretta un poster con una pin-up tutta ossa e niente curve? Viva Jacques!
Com’è nata l’idea di pubblicare Jacques?
Jacques è nato dalla volontà di pubblicare una rivista che potesse essere allo stesso modo veramente sensuale ed elegante. Il nostro obiettivo è di rappresentare le donne nel modo migliore. Non siamo assolutamente una rivista modaiola, e stiamo facendo tutto il possibile per lavorare con ragazze che escono al di fuori dai canoni della bellezza imposti da tutte le riviste di moda. Partiamo dal presupposto che il nostro magazine sia per un pubblico vasto, non solo i soliti lettori tra Parigi e New York. Ci piace l’idea di poter portare un sorriso a lettori in tutto il mondo.
Da qui a selezionare gli artisti con cui lavorate, qual è il criterio di scelta?
Lavoriamo principalmente con un piccolo team di persone che raramente cambia, e siamo convinti che sia giusto mantenere un gruppo piccolo ma ben affiatato invece di correre dietro a nuovi collaboratori per ogni numero. Vorremmo fare in modo che il tutto rimanga coerente e Jacques diventi una rivista di prestigio per il prossimo decennio.
Vi occupate di altro oltre a Jacques?
Danielle faceva la Modella ed io il fotografo, ora ci dedichiamo molto a nostro figlio e alla rivista.
Se vi chiedo di darmi una definizione di editoria indipendente?
Se non fai parte dei gruppi come Conde Nast o Hearst allora sei quasi di sicuro un’indipendente. Non abbiamo nessuno a cui dover rendere conto e ciò significa che abbiamo molta libertà. Possiamo prenderci qualsiasi rischio vogliamo, e seguire i nostri cuori cercando di prendere le migliori decisioni possibili durante il percorso, sperando che anche i nostri lettori di divertano con noi.
Del futuro dell’editoria indipendente cosa ne pensate?
La situazione attuale è patetica, nel senso che non comprendo come grossi gruppi editoriali siano capaci di fornirci contenuti e riviste veramente imbarazzanti. Dovrebbero vergognarsi con la quantità di spazzatura che ci offrono e quanti soldi buttano per pubblicarla. Mentre per il resto dei piccoli editori, il nostro motto è di continuare a provarci e di non smettere di seguire il proprio cuore. Non ascoltate le idiozie che vi raccontano i distributori. Inoltre, nel nostro caso specifico, speriamo che le agenzie di modelle si accorgano che le riviste sembrano tutte uguali e che non ci sono solamente modelle anoressiche dell’Est Europa in giro ma bellezze di ogni tipo e taglia. Ecco, ho detto la mia!
Un libro che consigliereste?
In Praise of Shadows di Junichiro Tanazaki. È incredibile!







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