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Sonar 2009: Filastine

filastine04_pigmag.com

Intervista di Gaetano Scippa. Foto di Piotr Niepsuj.

Grey Filastine è un attivista no global e artista girovago che, dalla strada, è diventato in pochi anni uno dei più interessanti esploratori di ritmi etnici e suoni elettronici. Non perdiamolo di vista.

Cosa hai fatto negli ultimi mesi?
Da fine 2008 sono in tour per Dirty Bomb. Giacarta, Giava, Borneo, il Natale a Balikpapan con un gruppo di anarchici hip-hop, poi due tappe in Australia e Tanzania, quindi Spagna, Germania, Francia, Montreal, New Orleans, la West Coast, il Giappone e ancora Europa.

Hai registrato qualcosa durante il tour?
Ho avuto solo il tempo di stabilire nuove collaborazioni, ma ho comunque raccolto rumori di fondo e suoni delle strade con piccoli microfoni e col cellulare.

In cosa differisce Dirty Bomb dal precedente Burn It?
Dirty Bomb è più elettronico e aggressivo come riflesso dei suoni europei (oltre che asiatici e nordafricani), mentre Burn It era influenzato da hip-hop nordamericano e musica latina.

Come nascono le tue collaborazioni?
Spesso per caso. Subzero Permafrost (la mc che canta con me qui al Sonar) mi fu suggerita come ballerina tra i performer degli Infernal Noise Brigade per una marcia di protesta a NY contro Bush. Scoprii che era anche un’ottima mc e inoltre aveva un dente d’oro come me per cui registrammo la traccia Boca de Ouro.

Cos’è per te un network?
Non ho amici famosi o potenti, ma ne ho molti ovunque. Viaggiare mi consente di creare connessioni nell’underground artistico, far conoscere un anarchico di Tokyo a un hippy di Kyoto, gli intellettuali di New York agli hippy della West Coast e così via.

Da no-global ambientalista come puoi viaggiare senza consumare petrolio o inquinare?
Me lo domando sempre, mi arrabbio con me stesso, mi sento un ipocrita.
Cerco di prendere il treno ogni volta che posso, anche se costa più di un volo, e attraverso un oceano solo per lunghi tour e non per singole date.

Cosa pensi della crescita sostenibile?
Sono favorevole alla decrescita.
Mi dispiace per i lavoratori delle fabbriche d’auto e per le loro famiglie, ma devono trovare un lavoro sostenibile. La crisi sta portando a una contrazione delle capacità di consumo, ma anche a una svalutazione della proprietà che tra dieci anni sarà alla portata di molte più persone. La diminuzione della produzione mondiale di petrolio e altri beni di consumo è positiva.

Una vita in viaggio… da quando?
A 17 anni presi una nave da Los Angeles per l’Alaska, senza pagare il biglietto, in cerca di lavoro. A 18 ero in Marocco, poi in Europa, senza sosta fino a oggi.

Con quali percussioni hai cominciato a suonare?
Con quelle afro-cubane e con le tablas indiane.

Dove hai visto i migliori percussionisti?
Sono rimasto impressionato dai darbuka turchi e dai ritmi creati in nordafrica, non per la tecnica del singolo quanto per il complesso sistema creato da due o tre di loro insieme.

http://www.filastine.com/

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