Con il proliferare di mini case editrici all’estero, si rischia a volte di perdersi le piccole gemme che nascono sotto i nostri occhi. Piccoli fiori all’occhiello di una scena creativa italiana che esiste, ma fa fatica a esprimersi. Automatic Books è una di queste realtà che in meno di un anno sta raccogliendo successi ovunque arrivi. Con queste premesse non potevamo che fare due chiacchiere con Marco, Elena e Lorenzo.
Da quanto esiste Automatic Books e quali sono state le motivazioni iniziali?
Abbiamo fondato Automatic Books alla fine del 2008, a Venezia. Pubblichiamo piccoli libri che parlano di movimenti underground e nicchie culturali o di costume, non ancora conosciuti e riconosciuti nei circuiti ufficiali. Abbiamo iniziato questo progetto con lo scopo di creare un network indipendente, libero da vincoli commerciali, che potesse esprimere il proprio punto di vista sul mondo.
Quanti libri avete pubblicato finora?
Abbiamo pubblicato quattro libri in 100 copie ciascuno. Ma ogni copia per noi è un’opera a sé. Per questo preferiamo dire che ne abbiamo stampati, rilegati, timbrati e imbustati 400.
Da qui a selezionare gli artisti con cui lavorate, qual è il vostro criterio di scelta?
Selezioniamo artisti (nel senso lato del termine: fotografi, scrittori, illustratori, grafici etc.) di cui condividiamo il modo di pensare, la ricerca artistica e i punti di vista. Ci piace chi ha qualcosa da dire e lo sa comunicare in modo intelligente.
Se vi chiedo di darmi una definizione di editoria indipendente?
Editoria indipendente è ciò che il mercato non accetta perché reputa non conveniente. Un editore indipendente è chi ha qualcosa da dire, sente il bisogno di esprimerlo e mette se stesso e altre persone nella condizione di farlo.
Vi occupate di altro oltre a Automatic Books?
Automatic Books è il frutto della collaborazione tra Elena Xausa, illustratrice e designer freelance, e Tankboys, studio di grafica fondato nel 2005 da Lorenzo Mason e Marco Campardo. Anche nei progetti che esulano da Automatic Books cerchiamo di lavorare con lo stesso spirito indipendente e con la medesima ricerca verso i contenuti e le idee.
Del futuro dell’editoria cosa ne pensate?
Riteniamo che parte della crescente passione nei confronti dell’editoria indipendente sia stata generata proprio in reazione alla sovra comunicazione digitale. Stampiamo con una fotocopiatrice non per motivi esotici, ma per generare risultati unici, sempre diversi, e non totalmente controllabili dalla tecnologia. Il futuro molto probabilmente darà sempre più possibilità per sviluppare progetti indipendenti, dalla stampa alla distribuzione, dalla diffusione dei contenuti all’espansione dei network tra le persone in diverse parti del mondo.
Un libro che consigliereste?
Vi consigliamo Autobiografia, di Helmut Newton. Questo libro ci è piaciuto perché svela i sacrifici, le difficoltà e gli avvenimenti del percorso che l’hanno portato a diventare un maestro della fotografia.








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