Intervista di Ilaria Norsa. Foto di Kenneth Cappello.
Special Thanks Jessica Greco.
www.chloesevigny.com
Quando si parla di Chloë Sevigny le presentazioni risultano decisamente superflue. Mi troverei palesemente in difficoltà a riassumere in poche righe quello che forse nemmeno una voluminosa monografia potrebbe raccontare. La sintesi poi, si sa, non è il mio forte. Meglio lasciare la parola a Lei, a quella Chloë stilista che per la seconda volta ha preso in mano la matita per disegnare una collezione molto speciale per un altrettanto speciale negozio di New York – anche se “negozio” è riduttivo, trattandosi più che altro di un’istituzione – che l’anno scorso ne lanciò la prima esclusiva linea scatenando un vero putiferio, grazie al riuscito mix di stampe Liberty e influenze New Wave. Per sapere qualcosa di più su questa seconda collaborazione con Opening Ceremony e capire che cosa sia cambiato da quel primo riuscitissimo esperimento del 2007 abbiamo fatto quattro chiacchiere con lei.
Ciao Chloë, cosa ti sta tenendo impegnata in questo periodo?
Mi sto tenendo impegnata nel tentativo di non fare proprio nulla! Tra dieci giorni torno al lavoro sul set di una serie tv che devo filmare a Los Angeles. Lavoreremo dalle dieci alle sedici ore al giorno, cinque giorni alla settimana. Quindi fin quando non devo tornare lì, cerco di riposarmi il più possibile, di rilassarmi e di passare del tempo con i miei amici qui a New York.
Parlando invece della tua carriera nella moda, il successo della tua prima collezione per Opening Ceremony non è stato affatto una sorpresa (per noi). Tu come l’hai vissuto?
In effetti non mi ero resa conto che la collezione sarebbe stata venduta in così tanti paesi. Credo che si tratti di qualcosa tipo ventisette paesi, il che é difficile da immaginare per me…
E al di là dei numeri, qual è è la cosa che ti dà più soddisfazione?
La cosa più piacevole in assoluto dell’intera esperienza di designer per Opening Ceremony è sicuramente quando incontro ragazze per strada con addosso qualche capo della collezione. E’ impagabile!
Questa con Opening Ceremony però non è stata la tua prima esperienza nel mondo della moda… la prima incursione straordinaria fu con Imitation Of Christ e risale a un po’ di anni fa. Che ricordi hai di quell’esperienza?
A dire il vero non ho avuto molto a che fare con il design da Imitation Of Christ. Si trattava più che altro di un lavoro di editrice e aiutante… ormai risale a molti anni fa. Comunque lavorare con Imitation Of Christ é stato molto stimolante. Amavo farne parte.
Come è nata la collaborazione con Opening Ceremony? Chi ha scelto chi?
A dire il vero è andata così: fui citata online da “Fashion Wire Daily”, dove riportarono una mia dichiarazione per cui affermavo che se avessi mai collaborato con un altro marchio di moda mi sarebbe piaciuto che fosse Opening Ceremony. Nacque tutto semplicemente così! L’occasione si presentò un po’ per caso… d’altra parte credo che sia stato un fit abbastanza naturale per entrambi.
Per questa seconda stagione hai scelto di dedicarti al menswear, ideando principalmente capi maschili eventualmente declinabili poi in versione femminile: come descriveresti l’estetica e il mood della collezione?
La nuova collezione ha un feel molto da “ritorno a scuola”. Volevo che avesse un look classico e un po’ preppy, ma con un’influenza urbana.
Basta pensare ai golfoni con le fantasie Shetland realizzati però nei toni del nero e del grigio. Cose di questo tipo. La giacca che hai rubato dall’armadio di tuo fratello e che ora è la tua preferita. L’idea è un po’ quella.
Sei considerata un’icona di stile e hai da sempre un rapporto molto personale con la moda… come pensi si sia plasmato? Quali sono i tuoi primi ricordi legati alla moda?
Il mio rapporto personale con la moda é iniziato sin da quando ero una bambina molto piccola, forse addirittura da quando ero nel grembo di mia madre. Inoltre, i miei genitori l’hanno incoraggiato. Possedevo una cesta piena di costumi bizzarri, body di ogni tipo e vestitini eleganti . Ricordo di aver trascorso un’intera estate con addosso il mio costume da bagno da Wonder Woman… Mi rifiutavo di toglierlo!
E oggi chi sono i tuoi stilisti preferiti? Di chi ammiri il lavoro?
La lista è molto lunga: a Parigi mi piace quello che Nicolas Ghesquière fa per Balenciaga, il lavoro di Rei Kawakubo per Comme des Garcons, e quello di Alber Elbaz per Lanvin; e ancora Olivier Theyskens, Yoji Yamamoto e Stefano Pilati. A New York seguo Proenza Schouler e a Milano Miss Prada, che ammiro enormemente: é una donna eccezionale e amo quello che fa nell’ambito della moda, del lifestyle e dell’arte.
Leggi le riviste di moda?
Ho smesso di comprarle: trovo che non facciano altro che provocarmi ansia e strani complessi sul mio corpo. Faccio un’eccezione se ci sono fotografie di Lara Stone: sono innamorata di lei!
Sei scettica anche per quanto riguarda siti e blog o ti capita ogni tanto di dare un occhio qua è là?
L’unico sito web che abbia a che fare con la moda che guardo é style.com: lo uso sempre per aggiornarmi sugli eventi ai quale devo partecipare.
E’ un ottimo strumento!
Per immortalare i look della tua prima collezione per Opening Ceremony scelsi come fotografo il bravissimo Mark Borthwick: su chi è ricaduta la scelta per questa stagione?
Il nuovo lookbook ha un gusto molto diverso da quello precedente. Ho collaborato con David Armstrong e con molti artisti, come Aurel Smith, Jack Peirson, Slater Bradley. Mi piace che la mia fotografia di moda vada molto pesante sulla fantasia .
Quali sono i tuoi fotografi preferiti al momento?
I miei preferiti del momento includono Mario Sorrenti, David Simms e Inez van Lamsweerde & Vinoodh Matadin.
Disegni una collezione per un negozio che è un’istituzione… Tu dove ami fare shopping in giro per il mondo?
In qualsiasi luogo mi trovi nel mondo devo trovare tutti i negozi vintage locali e i mercatini delle pulci! Grazie al cielo esiste internet, che rende tutto molto più facile!








[...] Tra i suoi stilisti preferiti Nicolas Ghesquière per Balenciaga e Alber Elbaz per Lanvin, Yoji Yamamoto e Miss Prada, di cui dice: “E’ una donna eccezionale e amo quello che fa nell’ambito della moda, del lifestyle e dell’arte”. (fonte pigmag.com) [...]