Apri la cassetta della posta e dentro trovi un libro tutto bianco, incellofanato, senza loghi familiari, di ancor di più familiari case editrici, e ti chiedi se sia uno scherzo o un bella sorpresa. Certamente la seconda, e così senza dir niente a nessuno RJ Shaughnessy, 30 anni, auto pubblica il suo secondo libro, dopo l’esordio con Death Camp due anni fa. Una piccola tiratura di 500 copie, tutte numerate e firmate da RJ, per 37 scatti in bianco e nero raffiguranti luoghi sconnessi, foto notturne di perimetri stradali deturpati da incidenti già avvenuti, e ormai dimenticati. Una traccia indelebile di qualcosa che forse solo RJ riesce a vedere, racchiusa in un libro da cui traspare l’intenzione di voler lasciare alle spalle le foto di ragazzini disadattati, e con un po’ di prepotenza si vuole consacrare libro d’arte, o forse meglio dire libro d’artista.








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