Di Henry Selick. Coraline non ci interessa tanto per la storia raccontata, sebbene nasca dalla magica penna di Neil Gaiman, quanto per l’innovazione cinematografica che propone: è il primo film d’animazione in stop motion ad essere stato concepito e fotografato in 3D stereoscopica. Il fatto che questo progetto sia stato affidato alla competenza di Henry Selick, già creatore di Nightmare Before Christmas e Jack e la Pesca Gigante, aggiunge al tutto quella componente artistica degna di nota che ci fa tirare un sospiro di sollievo. Per non parlare di quella autorale: nonostante Coraline si proponga come un film destinato alle masse, essendo palesemente una rivisitazione di un classico della letteratura come Alice Nel Paese Delle Meraviglie, solo gli accaniti “burtoniani” ne usciranno davvero soddisfatti. Atmosfere dark, realtà più simili a quelli di un videogames (riecheggia la cupa, gotica e violenta atmosfera di un cult del 2000 come American McGee’s Alice, adattamento in versione videogames della più celebre favola di Lewis Carroll), con tanto di movimenti di camera minimi dentro i quali avanzano personaggi con una live action aderente ai vecchi lavori di Selick e un aspetto grafico che ricorda molti fumetti degli anni ’50 – ’60. La protagonista, come lo dice il titolo stesso, è Coraline, una ragazzina esuberante e curiosa che si è appena trasferita dal Michigan in Oregon. Sente la mancanza dei suoi vecchi amici e i suoi genitori sono troppo occupati con il lavoro per dar retta al suo continuo bisogno di svago. Rassegnata che quel posto non abbia nulla di davvero intrigante, scopre invece una porta magica che una volta attraversata la condurrà in un altro universo, una vita parallela alla sua, ma molto più divertente, in cui è sempre al centro dell’attenzione e che ha diverse componenti surreali. Ma quando la sua “Altra madre” incomincia a fare piani per trattenerla per sempre lì, Coraline dovrà ingegnarsi per riuscire a fuggire e salvare la sua vera famiglia.
Per tirare un po’ le somme, visto che poi non vorrei che usciti dal cinema, il vostro pensiero cadesse come un’ascia sulla mia testa; Coraline è il classico film che ami o che trovi banale. A me è piaciuto perché unisce una fiaba classica a temi di crescita adolescenziali senza spalmarli di quintalate di miele, anzi… Perché non vuole accattivare, ma intrigare, riuscendoci; perché muove le fila da Burton, ma poi riesce a scavalcarlo per aderire al racconto originale; perché è visivamente straordinario; perché è intelligente e anche se fosse stato realizzato con un’animazione tradizionale non avrebbe perso nessuna delle sue particolarità; perché riesce a trasmettere l’idea che a volte, la realtà sia più terrificante e folle della fantasia; perché non è un film per bambini. Credo di aver detto tutto… Poi se non vi piace, come vi dicevo, questa volta sono disposta ad accettare quella frase che di solito mi fa accartocciare le budella: “Sono gusti!”.







fa schifo! Mia figlia che ha 10 anni si è impressionata e ha vomitato! dovrebbero avvertire che i contenuti non sono adatti ai bambini…
“Be careful what you wish for” …
coraline è un films non adatto ai bambini , e troppo scontato ,lento,brutto , x adulti ..per i piccoli è troppo impressionante e forse spaventoso il fatto di avere un doppio genitore che entra nella tua vita tramite una porta di casa che conduce in un mondo parallelo i genitori nuovi sono genitori diversi che fanno tutto ciò che un bimbo ama fare ma poi chiedono a coraline che se vuole restare devono togliergli gli occhi e cucirgli 2 bottoni .coraline si trova imprigionata in questo mondo creato da una strega che aveva preso le sembianze dei nuovi genitori crendo un mondo simile a quello reale .quando coraline lo scopre tutto si trasforma in un incubo la strega la rinchiude in una stanza buia dove coraline incontra gli spiriti senza occhi dei bambini che la strega aveva ucciso e mangiato e loro non avendo più gli occhi erono ancora spiriti prigionieri in più quando coraline riesce a scappare e a tornare nell altro mondo dove ci sono i suoi genitori veri scopre che la strega li ha rinchiusi lei piange e va a letto mettendo i cuscini per non sentirsi sola e senza genitori … insomma un INCUBO !!!!
non capite nnt..claudia sua figlia e proprio ridicola e anche lei..
L’intelligenza di una persona si capisce anche dalla libertà che si da agli altri di esprimere liberamente la propria impressione….
Un film da evitare completamente se si hanno bambini!!!
Traumatizzante in tutti i sensi. Non è il solito film alla Tim Burton (anche perchè non è di Tim Burton); ha una dinamica da film Horror e i genitori che volessero portare i propri figli a vedere un film, sia pure dark, dovrebbero essere OPPORTUNAMENTE AVVISATI che si sconsiglia la visione ai bambini a causa dei forti contenuti.
Ciò che in effetti può trarre in inganno è ‘in primis’ il titolo, piuttosto pop e commerciale (la porta magica) che potrebbe ricordare altri film basati su ‘magia e fiaba’.
Non è necessario essere laureati in psicologia per capire che invece il messaggio che passa attraverso il film è per un bambino fin troppo forte: una delle poche certezze che di più spaventa i piccoli è la potenziale perdita dei genitori.
Senza troppi giri di parole: un film per soli adulti!