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Aeroplane

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Intervista di Depolique. Foto di Piotr Niepsuj.

C’è un po’ di Italia anche nella disco che fiorisce rigogliosa al di là dei nostri confini. A rappresentare in qualche modo il Belpaese tra i nomi più caldi di quella che allo stato attuale delle cose ha tutta l’aria di essere una neonata scena disco globale ci sono gli Aeroplane. Stephen Fasano e Vito De Luca, nati in Belgio da genitori italiani, vantano una storia che ha il sapore di un deja vù. Incontratisi nel negozio di dischi in cui lavorava Vito, i due, al tempo poco più che ventenni, si trovano immediatamente e cominciano quasi subito a fare musica e a suonare insieme. Passa qualche anno prima che la musica degli Aeroplane prenda forma così come la conosciamo; è il 12” “Aeroplane” dell’estate 2007 infatti che dà il nome al progetto. E’ il 2008, con oltre una decina di remix (Grace Jones, MGMT e Cut Copy tra gli altri), l’anno della consacrazione. Oltre a ciò tante le date in giro per il mondo, gli attestati di stima di nobili colleghi e la nascita di un vero e proprio culto tra i blog che contano per produzioni, rework e le loro attesissime e bramate chart. Muovendosi con magistrale trasversalità tra pop, disco e psichedelia gli Aeroplane sono riusciti a dare forma a un impasto sonoro tiepido, colorato e sognante in grado di far muover il corpo senza esagerare con i BPM e far viaggiare la mente. Come a bordo di un deltaplano che taglia a fette un cielo azzurrissimo in una giornata di sole o una barca che solca lentamente un mare immobile sulla via delle Baleari. Direzione Ibiza magari, dove i nostri non sono mai stati, nonostante la definizione di nu balearic affibiatagli da molti. Abbiamo incontrato Stephen e Vito dopo averli invitati a suonare a Milano in occasione del Eley Kishimoto X Eastpak Party.

Ciao ragazzi, potete raccontarmi come e quando vi siete incontrati e come avete cominciato?
V: Ci siamo incontrati circa sei anni fa, forse qualcosa in più.
Io lavoravo in un negozio di dischi, Stephen faceva il DJ e veniva a fare acquisti lì.
Abbiamo cominciato a parlare, a frequentarci e poco dopo anche a produrre un po’ di materiale insieme.
S: Avevamo entrambi voglia di cominciare a fare musica e ci siamo incontrati al momento giusto.

Come vi chiamate?
S: Stephen Fasano
V: Vito De Luca

Avete dei nomi inequivocabilmente italiani…
S: I miei parenti sono emigrati in Belgio più o meno negli anni cinquanta e io sono nato in Belgio da madre belga e padre italiano.
V: Anche per me è la stessa storia. I miei genitori si sono trasferiti qui con i miei nonni più o meno nello stesso periodo.

Tornate spesso qui in Italia?
S: Io no. Ci credi se ti dico che è la prima mia prima volta qui. E’ assurdo no? E pensare che ho anche dei parenti dalle parti di Napoli e di Firenze.
V: Sono venuto in Italia diverse volte per le vacanze.

infatti parli italiano benissimo…
V: Non ho avuto scelta. I miei nonni hanno sempre parlano italiano in casa.
Sono arrivati in Belgio ormai da quarant’anni e non hanno imparato una parola di francese…

Cosa vi piace dell’Italia?
V e S: Il cibo ovviamente… Il design… I vestiti…
So che siete stati in via Montenapoleone oggi…
S: Si, abbiamo fatto un giro. Siamo passati anche da Dior e Yves Saint Laurent…

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Avete trovato qualcosa di interessante?
V: Si, di cose interessanti ce n’erano molte, ma costavano troppo.
E quelle che avevano un prezzo abbordabile non erano di qualità.

Soulwax, Goose, Das Pop, Aeroplane sembra esserci una scena a Ghent…
V: Direi di si. Il fatto è che noi non siamo di Ghent, nonostante sul nostro myspace sia scritto così, è un errore.

Di dove siete?
S: Io sono di Bruxelles e anche Vito abita nei dintorni della capitale.
V: L’equivoco credo nasca dal fatto che siamo stati residenti al “Make Up” di Ghent per un po’ di tempo…

Tornando a Ghent…
S: Ghent è sicuramente la città culturalmente più importante del Belgio. Arte, musica, moda… Tutti gli artisti arrivano da lì.
V: Il Belgio è così piccolo che non si può parlare di una scena cittadina, ma di una scena nazionale…

Potete suggerirci qualche altro nome interessante che non conosciamo?
V: Beh, i più importanti li hai già citati tu. Hai lasciato fuori forse i Deus e i Glimmers, ma dubito tu non li conosca.
S: Stanno succedendo un sacco di cose in questo momento. A parte i nomi noti, ci sono anche molte produzioni in ambito minimal e techno, ma non essendo dei fan del genere, non siamo ferratissimi sui nomi di punta.

Che rapporti avete invece con i vostri colleghi che abbiamo citato prima?
V: I Das Pop non li conosciamo personalmente. E’ vero, abbiamo fatto un remix per la loro Fool For Love ma nulla più, non li abbiamo mai incontrati. I Soulwax invece li conosciamo bene…
S: (Sussurando in francese tra i denti a Vito). Possiamo parlare del disco?

(mi intrometto) Ma si dai…
V: Abbiamo chiesto ai Soulwax di produrre il nostro album di debutto…

E loro cosa hanno detto?
V: Loro hanno accettato. Ci siamo anche già incontrati un paio di volte per parlarne.
L’unico problema sta nel cercare di capire quando avranno tempo per lavorarci perchè sono sempre impegnatissimi. Dobbiamo trovarci di nuovo presto per vedere il da farsi, nel frattempo però ci hanno prestato un bel po’ di vecchi synth che ci sono tornati davvero comodi…
Tra l’altro il boss della Eskimo, Dirk, che poi è anche il nostro manager, e i fratelli Daewele sono amici d’infanzia.

Parliamo un po’ dell’album…
S: Le canzoni sono tutte pronte, aspettano solamente di essere prodotte.
Stiamo aspettando i Soulwax o chi per loro per la produzione.
V: Si, le canzoni ci sono tutte. Potrei sedermi al piano e suonartele tutte.
Però vogliamo avere al nostro fianco un produttore che possa aiutarci, consigliarci e risolvere eventuali problemi tecnici in modo che noi possiamo dedicarci totalmente alla musica.
Per questo abbiamo parlato con i Soulwax e con altre persone.
Insomma, c’è ancora una serie di cose che devono incastrarsi tutte tra loro, ma quasi sicuramente l’album uscirà per la Eskimo, anche se stiamo ricevendo e valutando le proposte di grosse etichette.

Ci saranno dei brani cantati?
S: Non ancora. Ci sono dei brani pronti per essere cantati…

Quindi possiamo parlare di un album pop?
V: Si, assolutamente. Abbiamo in mente di fare un album pop, con pezzi cantati da tre minuti.

Sapete già chi canterà i vostri brani?
V: Sappiamo chi ci piacerebbe che li cantasse…
Ci piacerebbe avere il cantante dei Talk Talk, così come Adriano Celentano. Solo che non sapremmo da dove cominciare per coinvolgerli…
Magari Grace Jones visto che le abbiamo fatto un remix…
S: Mi piacerebbe anche che fosse Sebastien Tellier a cantare uno dei brani…
V: Il problema è che questi sono i nomi che abbiamo in testa, poi magari diranno tutti di no…

Cosa ascoltavate da piccoli?
S: Un sacco di disco music. Praticamente solo disco music. Insieme a mio padre e mio fratello.
Poi Queen, ABBA, Supertramp… Quindi anche pop… Anche cose un po’ sfigate ripensandoci oggi…
V: Ascoltavo musica a casa con mia mamma. Quindi Lucio Battisti, Celentano…
Tutti i gruppi eighties italo disco e pop. Mi ricordo i Matia Bazar…
Poi da lì ho cominciato ad ascoltare di tutto: hip hop, rock and roll…
S: Io anche qualcosa di sixties, psichedelia…

Vito visti i tuoi trascorsi italo, suppongo sarai contento allora di incontrare Robotnick stasera…
V: Beh, quando ho saputo che avremmo suonato con Robotnick…
E’ incredibile! Non l’ho mai incontrato, né tanto meno visto dal vivo. Sono molto curioso.

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Aeroplane… E’ un nome che ha che fare con la vostra musica giusto?
S: Bella domanda…
V: Eh beh! Questa è la domanda delle domande…
In verità non c’è niente di particolare dietro a questo nome.Lavoravamo ad altri progetti prima di diventare Aeroplane.
Quando abbiamo finito il nostro pezzo che si chiama Aeroplane ci siamo resi conto che non aveva nulla a che fare con tutto ciò che avevamo prodotto fino a quel momento.
Dance, house… E’ stato allora che abbiamo deciso di dare un taglio netto col passato e chiamare il nostro nuovo progetto Aeroplane.
Un nome adatto alle cose che facciamo ora.

Insomma, prima è arrivata la musica, poi il nome…
V: Si, esatto. E’ nata prima la musica aeroplane degli Aeroplane.

Come funziona con i remix ragazzi?
S: Ci arrivano delle richieste e poi valutiamo.
V: Si, sono gli altri a chiederci di fargli dei remix il più delle volte. Anche perché non me la sentirei di andare da qualcuno e dire: “Hey! Mi piace molto il tuo pezzo, posso remixarlo?”

E con i Beach Boys (penso al loro remix di God Only Knows che circola in rete) come avete fatto, dubito ve l’abbiamo chiesto loro?
V: Ce l’hai? Che versione hai?

Una versione a 128 kbps di quasi otto minuti che ho trovato in rete?
V: Ah si, è una versione vecchia quella. Ormai ha più di un anno.
Inizialmente volevamo fare un re-edit di quel pezzo , fino a quando un bel giorno ho trovato in rete una versione a cappella di God Only Knows e abbiamo deciso che avremmo dovuto fare qualcosa di particolare con quel brano. Si tratta da un pezzo che amiamo.
S: Sarei in grado di ascoltarlo tutto il giorno senza mai stufarmi. E’ meraviglioso.

Quindi che cosa avete in programma: un remix o un pezzo degli Aeroplane costruito su quella parte vocale?
V: No, è impossibile fare un pezzo nuovo utilizzando quello a cappella. In principio sarebbe dovuto uscire come un re-edit per la Mindless Boogie (l’etichetta belga celebre per i suoi re-edit); poi ci siamo trovati con altre cose da fare, poi ne abbiamo fatto una nuova versione che doveva finire in un mix esclusivo che ci avevano chiesto… Adesso si sta trasformando in qualcosa di nuovo, quindi non saprei dirti cosa succederà… Per adesso ce la teniamo lì e vediamo cosa succede.

Qual è il vostro Aeroplane remix preferito?
V: Grace Jones…

Per me Friendly Fires…
S: … Friendy Fires secondo
V: Direi Low Motion Disco…
S: Das Pop terzo
V: No, io preferisco quello per Low Motion Disco

Che DJ e band per il vostro compleanno?
V: Erol Alkan… Stephen e Dave (2manydjs)
S: Daniele Baldelli… DJ Harvey… E Rub n’ Tug… Per il bagno. Sono perfetti per il bagno.
V: Come band… Fleet Foxes… MGMT
S: I Fleet Foxes suonavano stasera a Bruxelles. Avevo preso i biglietti ma poi siamo dovuti venire a Milano e temo proprio di non fare in tempo a vederli
V: Per il mio compleanno vorrei i Pink Floyd. Paghi tu però!

Come state vivendo tutto questo hype attorno al vostro nome, attorno alle vostre produzioni?
V: Il fatto è che proprio non lo viviamo. Stephen vive a Bruxelles, io non troppo lontano da dove sta lui, abbiamo uno studio nel sud del Belgio, praticamente nel bel mezzo del nulla.
La gente non ci ferma per la strada.
Quando usciamo, andiamo fuori a cena o andiamo ai concerti nessuno ci riconosce, nessuno ci caga. Finchè si tratta di hype confinato alla rete, ai blog, non è una cosa che puoi toccare con mano. Ci capita talvolta di ricevere mail di feedback o piene complimenti, gente che ci dice: “Hey, il vostro remix per Grace Jones è incredibile”. Le uniche situazioni fuori dalla norma capirano quando siamo in giro a suonare nei club, ai party… E’ solo lì che vediamo la gente che va fuori di testa, che vuole conoscerci e chiacchierare con noi.
Ma è tutto qui…
Non abbiamo fatto niente ad oggi e dobbiamo dimostrare ancora tutto. Al contrario di molti altri artisti e band che hanno delle carriere alle spalle, degli hit e un sacco di date all’attivo.
Francamente non capisco tutta questa attenzione nei nostri confronti…
Ma va bene così.

Vivete di musica oggi?
S: Oggi si.

Avete fatto più di dieci remix quest’anno… Se non è record poco ci manca…
V: Dieci?!

Dieci, anzi forse undici…
S: Dovrebbero essere undici con quello per Grace Jones.
V: Poi c’è un remix che abbiamo fatto per Tron, il film degli anni ’80…
Uscirà su una compilation della Walt Disney…
Pensa te! E stato incredibile trovarsi davanti ad un contratto della Disney con scritto Tron (Aeroplane Remix) e firmarlo…

Beh vi avranno dato un sacco di soldi… Di solito col cinema si guadagna bene.
S: Si, ci hanno pagato bene. Ma niente di che…

Più del solito?
V: Più o meno siamo lì… Per esempio, adesso stiamo facendo un remix per i Bloc Party e la cifra è praticamente la stessa…

Per che brano?
S: Un brano del disco nuovo, non mi ricordo come si chiama…
V: Comunque sarà il loro prossimo singolo.
Per tornare alla mole di remix… Quello per i Bloc Party è uno dei pochi che abbiamo accettato di realizzare di recente. Purtroppo siamo stati costretti a cominciare a dire no, troppe richieste.
Come hai sottolineato tu undici remix in un anno sono davvero tanti.
S: Tra l’altro ce ne sono un paio che abbiamo fatto l’anno scorso e usciranno addirittura nel 2009, quelli per Lindstrøm e Cut Copy.

Hearts On Fire (Aeroplane Pop Remix)…
S: Si, esatto. Per ora è uscito solo in digitale. L’anno prossimo sarà stampato.
Quello per Lindstrøm figurati che ha ormai più di un anno di vita.
V: E questo ora rappresenta un po’ un problema per noi perchè quando l’abbiamo finito ci piaceva molto, ne eravamo entusiasti. Molti colleghi lo suonavano e noi lo amavamo.
Negli ultimi tempi però siamo riusciti a mettere qualcosina da parte grazie alle varie date in giro come DJ, ai remix e ai pochi dischi venduti… Così piano piano stiamo riuscendo a plasmare il nostro studio con nuove apparecchiature… Oggi il nostro sound è completamente diverso da quello che avevamo in quel periodo, questo è il motivo per cui non ci sentiamo soddisfatti di quel remix e l’abbiamo ripreso in mano per rifarlo completamente.

Penso sia l’unico che non ho mai sentito, fatta eccezione ovviamente per quello di Tron e Bloc Party…
V: Si, effettivamente è forse l’unico a non essere mai finito in rete. Ha girato un po’ nel circuito dei DJ ma niente più.

Restando in tema di disco e di album; cosa ne pensate degli album di vostri colleghi come Hercules & Love Affair, Golden Bug e In Flagranti?
S: Mi piace molto il disco di Golden Bug, mi piace suonare le sue tracce nei nostri set, anche se sono quasi sempre molto corte. Non è un album che ascolterei a casa o in macchina ma per il club è perfetto.
V: Si, anche a me piace molto. Anche In Flagranti mi piace molto. Ad essere sincero non ricordavo avessero fatto un intero lp, ma il loro 12″ sono una bomba. Adoro suonarli, sono così catchy, efficaci, così…
S: … Così New York disco!
V: Anche il disco di Hercules & Love Affair mi piace molto.

Il fenomeno disco sembra essersi allargato a macchia d’olio negli ultimi anni… Ormai possiamo quasi disegnare una mappa con la geografia della nuova disco no? Lì in Belgio per esempio oltre a voi e ai Glimmers ho sentito qualcosa dei Rubberoom…
S: Si, anche loro sono di Ghent, tanto per cambiare…
Poi andiamo su in Scandinavia da Lindstrøm, Prins Thomas, Tødd Terje e compagnia bella… Per non parlare di New York poi… DFA, Rub N’ Tug, DJ Harvey, colui che potremmo forse considerare il pioniere di questo revival…
V: Harvey, sicuramente.

Poi ci sono i francesi, la cricca della Joakim, Pilooski, Discodeine, i tedeschi della Gomma gang…
Anche in Italia abbiamo trovato dei buoni eredi dell’italo disco: Pigna People, Rodion ecc…
A margine di questo preambolo chilometrico, volevo semplicemente chiedervi in che tipo di rapporti siete con questi artisti e se vi sentite parte di quella che potremmo chiamare una scena disco?
S: Non credo che si possano definire proprio “amici”, ma sicuramente siamo in buoni rapporti con gran parte delle persone che hai citato. Con molti di loro ci scambiamo musica via mail e ogni tanto ci incontriamo perchè ci capita di suonare insieme a qualche party.
V: Si, in effetti li abbiamo incontrati quasi tutti. Ultimamente, per esempio, abbiamo suonato con Prins Thomas, e tra qualche giorno suoneremo con Tødd Terje.

Chi sentite più vicino al vostro modo di fare musica?
V: Sinceramente non ci sentiamo vicini a nessuno di questi nomi. Non perchè non ci piaccia quello che fanno. Per carità. Adoro la DFA e la maggior parte delle sue uscite ma non penso che gli Aeroplane abbiano niente in comune con loro, così come con gli altri. Abbiamo sempre cercato di seguire la nostra strada. Di solito ci associano al movimento balearic e nu disco perché all’inizio abbiamo fatto delle cose simili, ma non ci sentiamo parte neanche di quel filone. Quello che ci interessa è fare musica pop, basta.
A volte abbiamo degli arrangiamenti disco altre, come nel caso del remix per Cut Copy, si tratta di funk, altre (Paris per Friendly Fires) ci sono sfumature house old school oppure più noise, penso a William’s Blood di Grace Jones. Non so come pormi nei confronti di queste catalogazioni.
Insomma: conosciamo tutti questi artisti e sappiamo bene che spesso siamo paragonati a loro, ma non riteniamo di avere nulla in comune con loro, anche se paradossalmente potremmo anche esserne influenzati.
Per esempio, se ascolti bene il remix di Paris ti potrebbe venire in mente Hercules & Love Affair. E’ qualcosa che avviene in modo inconsapevole e credo che sia assolutamente normale.

C’è qualche grande artista pop che vi piacerebbe produrre?
V: Diversi. Ci hanno chiesto di produrre alcuni nuovi artisti, ma abbiamo sempre rifiutato.
Prima vogliamo produrre il nostro di album.
Certo che se a bussare alla nostra porta fosse Madonna o qualche altro super big…
Non potremmo rifiutare.
Non tanto perchè si tratta di un gigante quanto perchè sarebbe davvero intrigante e divertente lavorare con un personaggio di quel calibro.
S: Incontrarlo, passare tanto tempo insieme, lavorare a stretto contatto con lui…
V: Riuscire a fargli fare qualcosa di diverso…
Se penso a Madonna mi viene subito in mente il lavoro che ha fatto Mirwais con lei… E’ grandioso, si capisce subito che sei di fronte a un disco di Madonna, va bene, ma si sente anche chiaramente l’influenza determinante del produttore.

Quali sono i vostri interesti oltre alla musica?
S: A me piace viaggiare, mi interesso di fotografia e cinema. Poi mi piacciono la moda, le gallerie d’arte… E basta. Ah, adoro restare a casa a cucinare.
V: Io non credo di avere altri interessi esclusa la musica. Fatta eccezione per i miei cani.

Quanti cani hai?
V: Venticinque… No scherzo, due.
Non mi resta molto tempo per fare altro quando ho finito con la musica: non faccio fotografie, non vado ai musei… E non mi piace cucinare.
S: Beh, ma ogni tanto ci provi…
V: Si, ma con scarsi risultati…

Musica.
V: Musica.

E cosa mi dite del progetto Javelo?
(ridono) V: Diciamo che si trattava della versione plug in degli Aeroplane…
Un synth, una tastiera e via… Comunque se ascolti bene quello che abbiamo fatto come Javelo puoi rintracciare il germe degli Aeroplane… Eravamo un disastro… No dai qualcosa di carino l’abbiamo fatto: un remix per Riton su Grand Central, più o meno quattro anni fa…
S: Due 12″ su Dirty Dancing e qualche remix…

Non ne sapevo quasi niente…
V: Meglio così, davvero. Non ti sei perso nulla.
Comunque ci sono dei blog che parlano di Javelo come della prima versione degli Aeroplane… Tutto perchè quattro anni fa abbiamo fatto un remix per questo artista belga, Thomas Sari, che è stato pubblicato sei mesi fa.
S: Uno anche per The Spankers & Morpheus…
V: Ah si! Abbiamo fatto questo remix per una traccia di DJ Morpheus, l’ex cantante dei Minimal Compact, una band new wave degli anni ’80. E’ uscito per Yellow Productions, l’etichetta di Bob Sinclair. Anche questo remix risale a circa quattro anni fa ed è stato pubblicato non più di otto mesi fa. Abbiamo cercato in tutti i modi di non farlo uscire, ma lui niente: “Sarà un hit incredibile!”, diceva… E noi: “Ma nooo! Lasciamo perdere!”
Invece l’ha pubblicata e faceva cagare.
Ma sai, quando hai Bob Sinclair che ti tempesta di email per dirti: “Dai facciamolo, pubblichiamolo”… Cosa devi fare? Eravamo convinti fosse uno super professionale e avesse perfettamente chiaro quello che sarebbe successo con quel pezzo…
Ma lui niente.

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  1. lapisa scrive:

    che bellibelli in modo assurdo…