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CCKZ

avanguardia.jpgAnche questo mese Pig ha deciso di andare a letto tardi… nella continua ricerca di quelle realtà che rappresentano l’avanguardia del clubbing milanese abbiamo incontrato i CCKZ, in giro dal 2002 con tante idee per la testa e Funk, Hip Hop, Electro, Dub e Reggae nelle cuffie.
CCKZ nasce nel Gennaio 2002 dalla collaborazione di un gruppetto di amici di Gianni. CCKZ è una creatura con una sua personalità (multipla) e un sacco di progetti in mente. Nella pratica è più che altro un nome sotto cui organizzare feste, che quando riescono bene possono portare sincera gioia a noi stessi e a molti altri.

In tre anni ci siamo adattati a questo ruolo, abbiamo imparato ad essere efficienti e precisi quando serve (burocrazia, fornitori, impiantistica), mantenendo salda la demenza creativa per tutto il resto. In effetti CCKZ è soprattutto una valvola di sfogo per idee che altrimenti ci costiperebbero la panza.Al momento abbiamo raggiunto un certo equilibrio intestinale e ci dedichiamo al nostro progetto in armonica scioltezza. Organizziamo serate nei centri sociali (in cui siamo stati svezzati e dove ci troviamo sempre bene) o in qualche locale; oppure, se decidiamo di fare le cose in grande, cerchiamo spazi vuoti, dismessi o ristrutturati, più o meno post-industriali, li allestiamo con sfarzo minimalista e autogestiamo la situazione da cima a fondo. Se si presenta un cliente con un evento da organizzare e dei soldi da spendere ci facciamo un pensiero. La musica che proponiamo si divide principalmente nei due filoni che in questi anni stiamo amando di più: elettronica, house e derivati da una parte; funky e hip hop dall’altra. Abbiamo una scuderia di cavalli di battaglia, tipo Chico Rush, Sandiego e Tomoyoghi; un’affiliazione con la famiglia dei DjPerSignora e contatti potenziali con qualsiasi DJ e progetto musicale. Facciamo visuals ma chiamiamo spesso amici e gente del mestiere a proiettare i loro lavori. Dedichiamo un bel po’ di energie ai volantini in quadricromia, fronte-retro su carta da 300g. Li stampiamo in 3 o 4000 copie e distribuiamo con cura sul territorio. Utilizziamo la mailing list (con un migliaio di nomi), scrivendo un testo idiota quanto basta e cercando di rendere l’idea della festa promossa. La stampa (principalmente quella Free) ci dedica talvolta dello spazio e noi ne siamo felici. Poi mettiamo su un disco, ci prepariamo un cuba e vediamo se la gente arriva.

Intervista a Michele A. e Tommaso M.

Esattamente CCKZ cosa significa? Com’è nata la scelta di questa sigla?
È l’acronimo (acrostico, ad essere precisi) di un dialettale e colorito invito alla suzione labiale del pene. Ciucciukazz, per intenderci. Era un modo per “salutarsi” usato da alcuni di noi, ci faceva ridere e sintetizza bene il nostro spirito.

Da chi è composta esattamente CCKZ e quali sono i ruoli?
Saremmo in 6, ma 3 (le chuchu girls) si sono progressivamente accantonate – pur mantenendo la carica di senatrici a vita, un altro è andato a fare un master in street-life a Berlino; rimaniamo in due a spartirci contatti, progettazione, grafica e comunicazione. Per la parte tecnica, di allestimento e gestione della serata ci appoggiamo ad una fitta rete di amici e collaboratori.

Avete organizzato anche eventi lontani da Milano?
Due serate allo Zo di Catania sono la cosa più esotica che abbiamo fatto.
Siamo stati accolti calorosamente ed è stato veramente divertente. Una cosa da ripetere appena possibile. Poi abbiamo in mente di organizzare una specie di tour delle principali città italiane, proponendo un concetto creativo che leghi assieme comunicazione, visuals e musica. A livello logistico è chiaramente un delirio, ma trovando collaborazione nelle varie città, lo faremmo subito.

Lavorate molto sui flyer, sulla comunicazione e sulla grafica. Come voi, molti di quelli che organizzano eventi innovativi a Milano insistono su questo punto. Pensate che finalmente qualcosa che si sta smuovendo nell’underground milanese oppure la formula calciatore+modella vincerà sempre?
Nello spazio di un volantino esprimi moltissimo del tuo stile e della serata che stai promuovendo, quindi è una faccenda delicata. Ogni dettaglio grafico viene decodificato dalle persone, la scommessa è di creare un’immagine che incuriosisce e sovverte lo scenario abituale. Per uscire dallo schema 4-4-2 briatore-hollywood-costantino-naomi-tiro di coca–goal, basta spegnere la TV e mettersi a realizzare le proprie cose: la modernità lo permette. Negli ultimi anni a Milano qualcosa di nuovo si è mosso, ma questo inverno c’era da piangere per la pochezza.
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Avete PR o promuovete voi i vostri eventi?

Facciamo noi, con un po’ di aiuto esterno per distribuire il flyer in giro. Comunque in una città piccola come la nostra il medium più efficace è la “voce che circola”.

Qual è il pubblico che vorreste?
Il pubblico che abbiamo. Dai 20 ai 40 di diverse estrazioni sociali, ma con caratteristiche comuni: curiosità, capacità di prescindere dalle etichette e dalle convenzioni, energia positiva e voglia di divertirsi, fino in fondo.

Parlare di musica elettronica da un lato e hip hop dall’altro è un modo come un altro per tirare in mezzo più gente ai vostri eventi o pensate che possa esistere un legame tra questi due filoni musicali estremamente differenti per visione e pubblico?
Sono senza dubbio due generi che tirano in questo periodo, e non siamo certamente gli unici a proporli assieme. Ma è la musica che ci piace di più e organizziamo feste opposta per sentirla a palla di fuoco. Il pubblico si adatta bene e può ballare di riffa e di raffa. Il Funk è la radice quadrata di tuta la musica che proponiamo.

Cosa ne pensate di chi parla di house ogni qualvolta sente una cassa in quarti?
Che la sua casa è fatta di quartirolo. Sicuramente la cultura musicale è importante quanto la cultura in senso assoluto. Saper scegliere, sapersi appassionare permette di essere meno influenzati dalle logiche commerciali dello showbiz. Tuttavia la cosa che ci interessa davvero è che alle nostre feste si senta e si ascolti qualcosa di diverso rispetto al panorama musicale milanese. E’ una parola grossa, ma cerchiamo di sperimentare.

Che musica ascoltate e quanta di questa musica fa parte degli eventi CCKZ?
Funk, Hio Hop, Electro, Dub, Reggae. Prima o dopo finisce tutto nelle feste.

Se poteste paragonarvi per visione e modo di essere ad una storica band rock, chi sareste?
Il mito più amato sono i Clash. Essere loro sarebbe (stato) fico. La loro parabola musicale è un ottimo esempio di come sia possibile evolvere artisticamente, mantenendo una propria inconfondibile identità.
Erano belli e “giusti” esteticamente, politicamente e culturalmente; arrabbiati e antagonisti ma non auto-distruttivi come quei disgraziati dei Sex Pistols…

Avete un sito fermo ad un evento (molto) passato. Non credete in questo strumento o semplicemente non avete tempo di tenerlo aggiornato?
Il web è un universo di possibilità creative e comunicative talmente ampio che stiamo preferendo rimandare. In ogni caso, il sito che racconta chi siamo, dove andiamo, cosa facciamo, non fa per noi. Meglio le community. Il fatto di non aggiornare almeno la homepage con il prossimo evento in programma, invece, è pigrizia.

Qual è la cosa più bella di essere CCKZ e quale la meno bella?
È una piattaforma da cui sparare fuori idee. Ogni tanto ti esplodono in faccia.

Vinili o cd?
Vinili, cd, mp3 e podcast. Con i lettori cdj e con i computer si possono fare dei mix interessanti, ma ovviamente i vinili hanno un altro fascino.

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Mac o pc?
Pc, in sfregio ai fichetti del mac. Ma in fondo è come scegliere l’aspirapolvere. Meglio hoover o bosch? boh… fra casa e ufficio abbiamo sia PC che Mac: è soprattutto una questione di abitudine.

Cosa dobbiamo aspettarci dai vostri futuri eventi?
Di tornare a casa ciondolando divertiti.

Un lato positivo ed uno negativo di:
Mettere dischi in un centro sociale
Positivo: sai che puoi osare di più, su molti fronti.
Negativo: gli squat italiani sono ancora troppo chiusi. Si rivolgono sempre e solo ad un unico pubblico.

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Mettere dischi in un locale:
Positivo: il pubblico è più variegato.
Negativo: spesso i club sono gestiti da deliranti imprenditori impizzati

Mettere dischi in una location da allestire:
Positivo: esprimi la tua essenza in toto.
Negativo: è un gran sbattimento.

Immaginate di essere in tempo di elezioni: Fate una promessa (che tanto non sarete costretti a mantenere…)
Promettiamo e manterremo musica di qualità e CCKZ fino alla fine dell’universo.

Per informazioni e contatti: info@cckz.org

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