Alla vigilia dell’uscita del suo disco solista “Dust” (uscito per l’indipendente Anti, sub-label della Epitaph) abbiamo incontrato Dj Muggs, entrato nella storia della musica come fondatore dei Cypress Hill, per scambiare alcune idee sulla musica, sulle macchine e sull’Italia.
Con i Cypress Hill avevi gia sperimentato la commistione con il rock. In quel caso avevate proposto un crossover con il Nu metal. In Dust si avverte una forte vena psichedelica. Da dove viene questa tua influenza?
La musica psichedelica la ascoltavano i miei fratelli negli anni ’70. Ho sempre ascoltato di tutto sia a casa sia fuori. L’hip hop ti aiuta ad essere aperto a tutte le influenze. Ho sempre adorato i Pink Floyd e spero che il loro suono si senta in questo disco.
Nel disco ci sono molte collaborazioni: Everlast e Greg Dulli degli Afghan Wings fra gli altri. Come hai scelto le persone con cui hai lavcorato?
Ero più interessato in un suono che in un concetto. Ho scelto le collaborazioni fra quelle persone che pensavo potessero creare il mood del disco. Penso ci siano riusciti.
Il suono del tuo disco, se da una parte si avvicina alla psichedelia anni ’70, dall’altra presenta molte similitudini con il suono elettronico europeo. Ti piace quel tipo di musica?
Moltissimo. Ci sono molti generi e molta libertà creativa da voi in Europa. Mi sembra un po’ lo stesso spirito dell’hip hop delle origini. Non ci sono restrizioni né barriere. Anche con i Cypress Hill abbiamo sempre cercato di non rientrare negli schemi.
Tu sei di origini italiane. Nel disco due canzoni hanno titoli in italiano. Qual è il tuo rapporto con il nostro paese?
Ottimo. Sento che le mie radici sono in Italia. Prima di iniziare questo disco ho visto molti film di Fellini. Questo disco è un po’ la versione musicale di tutte le stupende immagini che ho visto.
Cosa ne pensi dello stato dell’hip hop adesso? Sembra che te ne sia un po’ allontanato.
Avevo bisogno di staccarmi un po’ dal rap. E’ dalla fine degli anni ’70 che vivo per il rap. Questo disco mi è servito a farmi tornare la voglia di hip hop. Appena ho finito di lavorarci mi sono subito ributtato a lavorare sul nuovo dei Cypress Hill e sul mio altro progetto solista Soul Assasin, che è decisamente rap.
Fai ancora il Dj nei club?
Quasi mai. Un tempo ero sempre sui piatti. Suonavo un po’ di tutto dal rock al rap. Fare il dj è stata una delle più importanti cose della mia vita. Mi ha insegnato a fare il produttore e creare musica che trascinasse la gente.
Sei una persona di successo. Qual è l’oggetto più costoso che ti sei comprato?
Ho acquistato proprio prima di partire per questo tour promozionale una BMW 740 nuova di zecca. E’ il mio ultimo oggettino hip hop.
Di Ambrogio Ferrario






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